Stay Tuned
Anni di appunti devono trovare ordine per trasformarsi in personaggi e racconti per dare il via ad una complessa cosmogonia. Un punto di confronto (e soprattutto una valvola di sfogo) sono d'uopo ...
sabato 28 gennaio 2012
Vittime sacrificali ...
Due nuovi revisori si aggiungono alla lista!
venerdì 27 gennaio 2012
Punti di vista ...
Nell'attesa della seconda parte della storia di Manoel, ho pensato di inserire una sua citazione, una sorta di "frase celebre" che trovo essere molto rappresentativa del suo carattere, e del suo modo di vedere (e soprattutto di interpretare) il mondo.
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Esistono due tipi di persone: la maggior parte sono pecore, gli altri sono predatori. Nella mia città i predatori si dividono in due categorie: quelli che fanno parte del mio branco e le specie in via d'estinzione.
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martedì 24 gennaio 2012
Capitolo Primo
In barba al tempo tiranno il primo capitolo è finalmente concluso!
Sebbene necessiti di una profonda revisione e non possa quindi dirsi realmente completo, è stata una gran soddisfazione poter mettere quell'ultimo punto con la consapevolezza di aver dato forma, per quanto abbozzata possa essere, a quello che fino ad un mese fa era solamente una serie d'ipotesi.
Per evitare di poter cadere nella Trappola di Tasso, ho deciso di evitare persino di rileggerlo nella sua forma completa, preferendo darlo in pasto ai miei valenti revisori ancora crudo e sanguinolento. Ho evitato anche di fare qualsiasi genere di commento e/o richiesta specifica, per poter raccogliere da loro le opinioni ed i commenti più genuini e spontanei.
Quando avrò terminato le cavie, mi prenderò il tempo necessario per tirare le somme, ed opererò la prima vera e propria revisione del testo. Fino a quel momento procederò con la stesura del secondo capitolo, soddisfatto dal fatto che già qualcuno si sia dimostrato impaziente di poterlo avere tra le mani.
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Sebbene necessiti di una profonda revisione e non possa quindi dirsi realmente completo, è stata una gran soddisfazione poter mettere quell'ultimo punto con la consapevolezza di aver dato forma, per quanto abbozzata possa essere, a quello che fino ad un mese fa era solamente una serie d'ipotesi.
Per evitare di poter cadere nella Trappola di Tasso, ho deciso di evitare persino di rileggerlo nella sua forma completa, preferendo darlo in pasto ai miei valenti revisori ancora crudo e sanguinolento. Ho evitato anche di fare qualsiasi genere di commento e/o richiesta specifica, per poter raccogliere da loro le opinioni ed i commenti più genuini e spontanei.
Quando avrò terminato le cavie, mi prenderò il tempo necessario per tirare le somme, ed opererò la prima vera e propria revisione del testo. Fino a quel momento procederò con la stesura del secondo capitolo, soddisfatto dal fatto che già qualcuno si sia dimostrato impaziente di poterlo avere tra le mani.
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sabato 21 gennaio 2012
Tempus Fugit
Pur senza voler cadere nel più becero e scontato vittimismo, non riesco a non chiedermi quale sia l'oscura congiura che opera ai miei danni. Mi sono preso la briga di annotare il tempo che, giorno per giorno, ho avuto a disposizione per scrivere ed a partire dal primo gennaio i dati registrano un calo in crescita costante.
Quando riesco a scavare una fascia d'orario che sia libera dal lavoro, questa viene abbattuta (con allarmante precisione) da un imprevisto dell'ultimo minuto, mi sono ridotto ad approfittare di ogni ritaglio di tempo, trasformando il netbook in un onnipresente animale di compagnia ma avere a disposizione cinque minuti per volta è più un danno che un successo.
Di certo non mi auguro di veder aumentare il tempo libero a discapito del lavoro ma se qualcuno dei tanti contrattempi si perdesse per strada, non potrei che esserne lieto.
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Quando riesco a scavare una fascia d'orario che sia libera dal lavoro, questa viene abbattuta (con allarmante precisione) da un imprevisto dell'ultimo minuto, mi sono ridotto ad approfittare di ogni ritaglio di tempo, trasformando il netbook in un onnipresente animale di compagnia ma avere a disposizione cinque minuti per volta è più un danno che un successo.
Di certo non mi auguro di veder aumentare il tempo libero a discapito del lavoro ma se qualcuno dei tanti contrattempi si perdesse per strada, non potrei che esserne lieto.
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lunedì 16 gennaio 2012
Il gioco di Harry
Mentre pensavo a tutt'altro sono stato preso alle spalle da un'idea, dopo essermela scrollata di dosso ed aver preso qualche passo di distanza per poterla osservare meglio, sono giunto alla conclusione che possa essere il punto di partenza per qualche cosa di molto grazioso.
Un protagonista, uno spunto d'azione, una trama generale da raffinare per ottenere una serie di episodi indipendenti ma legati da una linea portante che permetta un'evoluzione sia della trama che dei protagonisti.
Anche questo progetto, ovviamente, sarà vincolato al tempo che avrò a disposizione ma, a differenza di altri, ho pensato di svilupparlo interamente nel blog dedicando ad ogni episodio un diverso post.
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Un protagonista, uno spunto d'azione, una trama generale da raffinare per ottenere una serie di episodi indipendenti ma legati da una linea portante che permetta un'evoluzione sia della trama che dei protagonisti.
Anche questo progetto, ovviamente, sarà vincolato al tempo che avrò a disposizione ma, a differenza di altri, ho pensato di svilupparlo interamente nel blog dedicando ad ogni episodio un diverso post.
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domenica 15 gennaio 2012
Waiting for Manoel
Ancora non sono riuscito a trovare il tempo per terminare la presentazione di Manoel, sono però riuscito a salvare tutti i post del vecchio blog che lo riguardava ed a salvarli dal canto del cigno che Splinder intonerà a fine mese. Nel noioso procedimento di "copia ed incolla" ho riscoperto tre o quattro post che mi piacciono particolarmente e che credo siano abbastanza rappresentativi del personaggio, ho pensato quindi di risistemarli, aggiungerci alcune note introduttive e postarli per mettere a disposizione alcuni scorci della vita di Manoel.
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lunedì 2 gennaio 2012
Manoel de Arriaga, un mafioso a richiesta
Avevo ingenuamente sperato di poter cogliere l'occasione delle festività per ritagliarmi il tempo necessario ad un corposo aggiornamento del blog, grave errore quello di sottostimare i banchetti e soprattutto l'effetto di spossatezza che ne sarebbe derivato. All'atto pratico mi sono ritrovato ad avere ancora meno tempo di quanto ne avessi in precedenza e di conseguenza ho lasciato il blog orfano d'autore. Poichè mi ero ripromesso di mantenere un buon ritmo d'aggiornamento mi sono ritagliato il tempo per fare una breve introduzione del primo personaggio che entrerà a far parte della Galleria dei Ritratti: Manoel de Arriaga.
Manoel rientra nel numero dei "personaggi da gioco" ideati e sviluppati per entrare a far parte di comunità di gioco di ruolo testuale ed ha preso forma per rispondere alle richieste di un'amica che aveva bisogno di una spalla da affiancare al proprio personaggio. Quello di cui aveva bisogno era un individuo che fosse collegato con il crimine organizzato e che per i propri trascorsi potesse avere motivo per trovarsi a collaborare con Isabeau, la figlia di un capo cosca inviata dal padre a prendere il controllo di una nuova area per conto della famiglia.
Venendo da una serie di personaggi estremamente espansivi e ben disposti verso i rapporti umani ho pensato di costruire il personaggio di Manoel rasentando l'estremo opposto, ho quindi deciso che doveva trattarsi di un individuo freddo e distaccato schiavo di una logica ferrea nella quale i sentimenti e le passioni non avessero alcuna valenza. Preciso, calcolatore, efficente, distaccato, assolutamente privo dei più comuni freni sociali e morali e quindi capace di ogni azione necessaria per portare a termine il proprio scopo, per bilanciare queste caratteristiche e dargli uno spessore maggiore di quello di una semplice macchina ho pensato di adottare l'escamotage di fornirgli alcune regole d'onore, la cui origine ho stabilito essere un insieme degli insegnamenti paterni e di quanto appreso nell'essere cresciuto dal proprio mentore: il padre di Isabeau.
L'idea che Manoel ed Isabeau avessero un lungo passato in comune piaceva ad entrambi così abbiamo stabilito che avessero passato la maggior parte dell'infanzia insieme, lei di qualche anno più giovane di lui, vivendo nella tenuta nei pressi di Arles che era la principale abitazione del padre di lei. Il padre di Manoel (per cui non ricordo se sia mai stato stabilito un nome) era un collaboratore di vecchia data del padre di Isabeau, uno dei suoi uomini più fidati ed il sicario più temuto tra quelli affiliati alla cosca.
Nel pensare alla serie di eventi che potevano aver spinto Manoel ad abbandonare il proprio lato umano il primo e più ovvio avvenimento poteva essere una tragedia familiare, scartata l'idea di un massacro dell'intera famiglia (mi piaceva l'idea che potesse avere un punto di confronto con i familiari) ho optato per la morte cruenta del padre durante il periodo della sua giovinezza. Visto che la sola morte del padre mi sembrava una motivazione un po' debole (e scontata) ho pensato di inserire un evento successivo che potesse aver intensificato la situazione. Immaginando che il giovane Manoel avesse ricercato una nuova figura di riferimento ho pensato che il padre di Isabeau, anche in virtù del rispetto e della fedeltà che aveva meritato da quello di Manoel, potesse essere un eccellente candidato; visto poi il legame che c'era tra le due famiglie mi sembrava anche più che plausibile che da buon mafioso vecchio stampo l'uomo avesse considerato come propria responsabilità il prendersi cura della famiglia dello scomparso.
Cosa poteva spingere il vecchio Debussy ad un comportamento tale da segnare così profondamente l'animo di Manoel? Nulla di meglio che l'istinto che spinge un padre ad agire in difesa della figlia. I giochi dei due ragazzi si fanno via via più adulti e nel momento in cui Manoel si rende conto di provare delle strane emozioni quando si trova in compagnia di Isabeau trova naturale cercare consiglio da parte del padre di lei che considera e tratta come uno zio e che rappresenta, insieme alla memoria del padre scomparso, la sua figura maschile di riferimento. L'uomo comprende che il giovane si è invaghito di sua figlia e benchè sia affezionato a lui non lo prende nemmeno in considerazione come possibile genero, per evitare ogni possibile rischio di legame dovuto alla convivenza stabilisce che il ragazzo proceda i suoi studi all'estero e nel giro di qualche giorno lo fa partire alla volta del primo di una lunga serie di collegi.
Distante dalla famiglia e solo con se stesso il ragazzo si trova vincolato dal suo radicato senso del dovere ed affronta lo studio con tutta la diligenza di cui è capace, immerso nello studio relega nel dimenticatoio i sentimenti che aveva iniziato a provare ed inconsciamente li bolla d'essere responsabili di quell'allontanamento che pur dandogli un'eccellente istruzione lo ha strappato dalle sue radici quando era poco più di un ragazzino.
Nello stesso periodo della sua vita (in un momento non precisamente definito della giovinezza) vi è il terzo ed ultimo evento determinante, il ragazzo riconosce nelle mani di un altro uomo il coltello a serramanico che era appartenuto al padre e rispondendo alla voce del suo codice di onore e sangue indaga sull'uomo fino a scoprire che faceva parte del gruppo di assassini del genitore. Da quella scoperta il suo battesimo del sangue che avviene in modo sanguinoso e truculento e durante il quale il ragazzo vendica furiosamente il padre uccidendo l'uomo con il serramanico ed infierendo sul suo cadavere prima di mettersi sulle tracce degli altri responsabili.
Date le basi per lo strano rapporto del personaggio con la propria sfera sentimentale, definito il suo rapporto con il dovere ed il conseguente successo nello studio ed avviatolo sulla via dell'omicidio ho cercato di figurarmelo e mi sono costruito l'idea di un individuo di buona cultura, abituato a muoversi in società e sufficientemente lucido e razionale per rendersi conto di avere la necessità di costruire intorno a se un alone di rispettabilità dietro cui poter nascondere la propria vera natura. Un esperto di dinamiche sociali perfettamente consapevole che il diverso attrae l'attenzione e capace quindi di mimetizzarsi, di amalgamarsi con coloro che lo circondano senza però riuscire realmente a comprendere il vero significato di tutti i gesti e le emozioni che ha imparato tanto bene a simulare.
Chiudo qui, forse in maniera un po' artificiosa, questo primo post dedicato a Manoel. L'ora è tarda, le palpebre calano e mi sono reso conto che ci sono molte altre cose che potrei dire, preferisco quindi prendermi in un'altra occasione il tempo per farlo con calma piuttosto che elencarle alla rinfusa solo per poter giungere alla fine.
P.s. Di recente mi sono trovato a riguardare le prime serie di Dexter e non ho potuto far a meno di notare diverse similitudini tra i due. Considerando il successo riscosso dalla serie ed il fatto che la creazione di Manoel è antecedente alla messa in onda di Dexter di diversi anni devo dire che ne sono rimasto molto soddisfatto.
Manoel rientra nel numero dei "personaggi da gioco" ideati e sviluppati per entrare a far parte di comunità di gioco di ruolo testuale ed ha preso forma per rispondere alle richieste di un'amica che aveva bisogno di una spalla da affiancare al proprio personaggio. Quello di cui aveva bisogno era un individuo che fosse collegato con il crimine organizzato e che per i propri trascorsi potesse avere motivo per trovarsi a collaborare con Isabeau, la figlia di un capo cosca inviata dal padre a prendere il controllo di una nuova area per conto della famiglia.
Venendo da una serie di personaggi estremamente espansivi e ben disposti verso i rapporti umani ho pensato di costruire il personaggio di Manoel rasentando l'estremo opposto, ho quindi deciso che doveva trattarsi di un individuo freddo e distaccato schiavo di una logica ferrea nella quale i sentimenti e le passioni non avessero alcuna valenza. Preciso, calcolatore, efficente, distaccato, assolutamente privo dei più comuni freni sociali e morali e quindi capace di ogni azione necessaria per portare a termine il proprio scopo, per bilanciare queste caratteristiche e dargli uno spessore maggiore di quello di una semplice macchina ho pensato di adottare l'escamotage di fornirgli alcune regole d'onore, la cui origine ho stabilito essere un insieme degli insegnamenti paterni e di quanto appreso nell'essere cresciuto dal proprio mentore: il padre di Isabeau.
L'idea che Manoel ed Isabeau avessero un lungo passato in comune piaceva ad entrambi così abbiamo stabilito che avessero passato la maggior parte dell'infanzia insieme, lei di qualche anno più giovane di lui, vivendo nella tenuta nei pressi di Arles che era la principale abitazione del padre di lei. Il padre di Manoel (per cui non ricordo se sia mai stato stabilito un nome) era un collaboratore di vecchia data del padre di Isabeau, uno dei suoi uomini più fidati ed il sicario più temuto tra quelli affiliati alla cosca.
Nel pensare alla serie di eventi che potevano aver spinto Manoel ad abbandonare il proprio lato umano il primo e più ovvio avvenimento poteva essere una tragedia familiare, scartata l'idea di un massacro dell'intera famiglia (mi piaceva l'idea che potesse avere un punto di confronto con i familiari) ho optato per la morte cruenta del padre durante il periodo della sua giovinezza. Visto che la sola morte del padre mi sembrava una motivazione un po' debole (e scontata) ho pensato di inserire un evento successivo che potesse aver intensificato la situazione. Immaginando che il giovane Manoel avesse ricercato una nuova figura di riferimento ho pensato che il padre di Isabeau, anche in virtù del rispetto e della fedeltà che aveva meritato da quello di Manoel, potesse essere un eccellente candidato; visto poi il legame che c'era tra le due famiglie mi sembrava anche più che plausibile che da buon mafioso vecchio stampo l'uomo avesse considerato come propria responsabilità il prendersi cura della famiglia dello scomparso.
Cosa poteva spingere il vecchio Debussy ad un comportamento tale da segnare così profondamente l'animo di Manoel? Nulla di meglio che l'istinto che spinge un padre ad agire in difesa della figlia. I giochi dei due ragazzi si fanno via via più adulti e nel momento in cui Manoel si rende conto di provare delle strane emozioni quando si trova in compagnia di Isabeau trova naturale cercare consiglio da parte del padre di lei che considera e tratta come uno zio e che rappresenta, insieme alla memoria del padre scomparso, la sua figura maschile di riferimento. L'uomo comprende che il giovane si è invaghito di sua figlia e benchè sia affezionato a lui non lo prende nemmeno in considerazione come possibile genero, per evitare ogni possibile rischio di legame dovuto alla convivenza stabilisce che il ragazzo proceda i suoi studi all'estero e nel giro di qualche giorno lo fa partire alla volta del primo di una lunga serie di collegi.
Distante dalla famiglia e solo con se stesso il ragazzo si trova vincolato dal suo radicato senso del dovere ed affronta lo studio con tutta la diligenza di cui è capace, immerso nello studio relega nel dimenticatoio i sentimenti che aveva iniziato a provare ed inconsciamente li bolla d'essere responsabili di quell'allontanamento che pur dandogli un'eccellente istruzione lo ha strappato dalle sue radici quando era poco più di un ragazzino.
Nello stesso periodo della sua vita (in un momento non precisamente definito della giovinezza) vi è il terzo ed ultimo evento determinante, il ragazzo riconosce nelle mani di un altro uomo il coltello a serramanico che era appartenuto al padre e rispondendo alla voce del suo codice di onore e sangue indaga sull'uomo fino a scoprire che faceva parte del gruppo di assassini del genitore. Da quella scoperta il suo battesimo del sangue che avviene in modo sanguinoso e truculento e durante il quale il ragazzo vendica furiosamente il padre uccidendo l'uomo con il serramanico ed infierendo sul suo cadavere prima di mettersi sulle tracce degli altri responsabili.
Date le basi per lo strano rapporto del personaggio con la propria sfera sentimentale, definito il suo rapporto con il dovere ed il conseguente successo nello studio ed avviatolo sulla via dell'omicidio ho cercato di figurarmelo e mi sono costruito l'idea di un individuo di buona cultura, abituato a muoversi in società e sufficientemente lucido e razionale per rendersi conto di avere la necessità di costruire intorno a se un alone di rispettabilità dietro cui poter nascondere la propria vera natura. Un esperto di dinamiche sociali perfettamente consapevole che il diverso attrae l'attenzione e capace quindi di mimetizzarsi, di amalgamarsi con coloro che lo circondano senza però riuscire realmente a comprendere il vero significato di tutti i gesti e le emozioni che ha imparato tanto bene a simulare.
Chiudo qui, forse in maniera un po' artificiosa, questo primo post dedicato a Manoel. L'ora è tarda, le palpebre calano e mi sono reso conto che ci sono molte altre cose che potrei dire, preferisco quindi prendermi in un'altra occasione il tempo per farlo con calma piuttosto che elencarle alla rinfusa solo per poter giungere alla fine.
P.s. Di recente mi sono trovato a riguardare le prime serie di Dexter e non ho potuto far a meno di notare diverse similitudini tra i due. Considerando il successo riscosso dalla serie ed il fatto che la creazione di Manoel è antecedente alla messa in onda di Dexter di diversi anni devo dire che ne sono rimasto molto soddisfatto.
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