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sabato 12 maggio 2012

Cowbird: Pasticciando tra le foto.




Spulciando nella cartella delle foto fatte con lo Smartphone sono incappato in questo scatto, fatto con l'intenzione di parlare di una cena  e poi scartato perché la foto non rendeva minimamente giustizia al piatto. Anche andando oltre agli ovvi limiti di una fotografia dinnanzi a cose come l'aroma ed il sapore, la luce del flash, la scarsa qualità della macchina fotografica usata e le mie penose doti di fotografo avevano appiattito troppo l'aspetto di quella Carbonade Flamande. La carne scura, il sugo denso e corposo, i riflessi traslucidi del grasso e delle cipolle, la crosta dorata della polenta. Tutto piallato e reso una sorta di oscura ed indefinita tinta unita capace solo di mettere in risalto il candore del piatto. Non mi piaceva ed anche se mi seccava non avere un'immagine utile di quella cena, l'ho scartata.

Rivedendola ho avuto un certo aumento di salivazione e non ho potuto far a meno di rivalutarla. E' stato un po' come trovarsi dinnanzi ad un vecchio peluches dei tempi dell'infanzia: al tempo era stato messo da parte perché liso e rovinato, ma quando viene ritrovato ha in sé la bellezza dei ricordi ed una punta di dolce nostalgia. Forse, nel trovarmi difronte all'originale, ero stato troppo duro con lei, non è venuta poi così male ...

Insomma, mi sono scoperto intento ad illanguidirmi ed a fare gli occhi dolci alla foto di un piatto. Non so se questo possa ricadere tra i peccati di gola, ma se posso esprimere la mia opinione preferirei rientrasse nella categoria di peccati "innalzare falsi idoli", così per punirmi lo scioglierebbero (non che ci voglia molto, si scioglie in bocca) e mi costringerebbero a mangiarlo.

Stay Tuned

sabato 7 aprile 2012

Cowbird - Libri & Informazioni

Pubblicato su Cowbird.


Qualche tempo fa mi sono imbattuto in una piccola libreria straripante di volumi di ogni genere e tipo. La suddivisione degli ambienti interni lasciava intravvedere chiaramente il suo esser stata una piccola abitazione, ora completamente ricoperta di scaffalature per poter ospitare il maggior numero di testi. Un luogo che mi ero ripromesso di immortalare con qualche fotografia, ma dove non avevo più avuto occasione di passare, se non in una sfortunata occasione coincidente, ovviamente, con il giorno di chiusura.

Ieri, armato del mio fido Borsello Tecnologico e di un cauto ottimismo dovuto alla giornata di sole, sono tornato in loco per portare a termine la mia missione. Ho rapidamente scoperto, con mio rammarico, quanto il clima fosse stato di generale ispirazione: nell'angusto spazio dell'ingresso si trovavano altre cinque persone, quindi il massimo che sono riuscito ad ottenere è stato fermarmi sulla soglia ed attendere che il traffico cominciasse a scorrere. La seconda brutta notizia era in agguato dietro l'angolo (o meglio, dietro ad un ragazzo che si trovava un paio di passi avanti a me), e consisteva in un cartello di cartone con una dicitura che più o meno recitava:

"Vietato l'ingresso con borse e zaini, depositarli sotto la scrivania."

Separarmi dal Borsello Tecnologico lasciandolo in balia di chiunque si fosse trovato in prossimità dell'ingresso del negozio? Sia mai! La mia (s)fiducia nel genere umano è troppo radicata perché possa lasciare il mio pargoletto solo ed abbandonato. Sarei tornato in una diversa occasione, magari accompagnato da qualcuno a cui poter affidare il prezioso bene, mentre portavo a termine quella che iniziava a prendere i connotati di una mission impossible.

Voltatomi per uscire mi sono trovato davanti ad un nutritissimo gruppetto di adulti e bambini, probabilmente un paio di famiglie in gita, alla cui testa vi erano una donna ed una ragazzina. Lo sguardo estasiato della bimba nel trovarsi dinnanzi a tutti quei libri mi ha fatto capire d'essere dinnanzi ad una lettrice in erba, una sorpresa molto piacevole. La donna invece ha dato meno peso al luogo in sé, era alla ricerca di informazioni stradali ed ha quindi iniziato ad interpellare i presenti.

Le stavo dinnanzi, ero senza alcun dubbio il più vicino, ma la signora si è dimostrata molto metodica ed ha iniziato chiedendo alla prima persona sulla destra rispetto all'ingresso: il ragazzo che poco prima si trovava davanti a me.

"Scusi, sa dove si trova via Cavana?"

Ricevuto un diniego ha proseguito con una ragazza ripetendo la domanda, e poi ancora volgendosi verso di me. Stavo preparandomi a rispondere, ma lo sguardo della donna si è limitato ad inquadrarmi per un istante passando oltre ed andando verso due signore che stavano parlottando sul lato opposto dell'ingresso. Devo aver avuto un'espressione molto perplessa, perché la ragazzina ha sorriso con aria divertita e si è stretta nelle spalle tornando a spulciare su una delle scaffalature in attesa che mamma/zia finisse le sue interviste.

Anche le due signore non avevano saputo rispondere, ma piuttosto che chiedere a me la signora è rinculata verso l'esterno, seguita dalla ragazzina trotterellante, ed ha scrollato il capo per comunicare al resto della compagnia di non aver trovato notizie utili. Mentre mi fiutavo spalle e braccia per assicurarmi di non emanare qualche effluvio nauseante, ho sentito che un'altra delle donne del gruppo azzardava:

"Credo dovremmo scendere verso il mare, poi girare a destra" (Direzione corretta)

Colei che mi aveva schifato, evidentemente investita del potere di capo branco, non era d'accordo. A suo parere avrebbero dovuto continuare a salire. Il gruppo si è quindi messo in marcia (nella direzione opposta a quella corretta) arrancando in salita per andare a perdersi nel nulla.

Avrei forse dovuto avvisarli che stavano sbagliando? Tutelare il resto del gruppo, dalle scelte poco sagge della donna che lo guidava? Ci ho pensato un mezzo secondo più o meno, poi il mio carattere profondamente rancoroso e sottilmente malvagio ha prevalso. Si godessero il piacere di una bella salita sotto il sole per scoprire di essere andati nella direzione sbagliata, forse questo li avrebbe resi più saggi ed accorti nella scelta della persona a cui affidare la scelta del percorso.

Sollazzato da questo pensiero, ho fatto una foto alla vetrina della libreria ed ho proseguito nel mio vagabondare.

Stay Tuned

giovedì 5 aprile 2012

Cowbird: Gelato al Cioccolato

Pubblicato su Cowbird.


Correva l'anno 2012, era giunta la sera del terzo giorno del mese di aprile, un giorno a cui i più si riferiscono come l'altro ieri.

Avevo appena scoperto che Silvia Coppola (in arte Sweety) si era trovata tra le mani una dieta ancor più malvagia e castrante di quella che da qualche mese sto sorbendomi. Per chi non avesse mai affrontato la sofferenza e le privazioni di un regime alimentare controllato, si rende necessaria una spiegazione per chiarire quanto questo evento possa unire due persone.

Immaginatevi ragazzini, dopo aver programmato le vostre vacanze estive in ogni dettaglio ed aver assaporato l'idea di tre interi mesi di bighellonaggio sfrenato, venite a scoprire che i vostri genitori hanno deciso di farvi una sorpresona e vi hanno iscritto ad un ... campeggio estivo. Il dolce far nulla dei vostri sogni viene rapidamente trasformato in una girandola di eventi partoriti dalle menti insane degli animatori, vi svegliate ancor prima di quanto facevate durante le lezioni, siete costretti ad ore di attività pseudo sportive ed ogni vostro giorno ha come materia legante delle gigantesche zanzare killer che bramano il vostro sangue quasi quanto voi bramate la triade divano-piazza-playstation. Tra le facce allegre dei ragazzini che stanno passando la loro estate ideale riconoscete la figura di un un vostro simile, lo individuate grazie al nugolo di zanzare che l'avvolge ... non conoscete il suo nome, distinguete appena i lineamenti oltre la doppia coltre d'insetti, ma tutto questo non ha peso o significato: siete fratelli.
Altro che motoraduni, i dietaraduni sarebbero dei successi internazionali ... se solo si riuscisse ad organizzare un menù in grado di soddisfare tutti i partecipanti.

Mossi dall'insidioso autolesionismo che spesso va di pari passo con le diete, non abbiamo potuto far a meno di parlare di cibo, e come conseguenza di questo discorso sono arrivato ad accennare che il giorno successivo (a cui i più si riferiscono come ieri) sarebbe stata la mia giornata di sollazzo, durante la quale mi sarei certamente abbandonato ad un gelato in quel di Grom. Nel momento in cui ne stavamo discorrendo sono stato colto da un pensiero di infinito altruismo, ed ho deciso che ne avrei mangiato uno anche per conto di Silvia, sarebbe di certo stato un compito difficile ed ingrato, ma qualcuno doveva pur farlo.

La mattina successiva, armato del Borsello Tecnologico, ho varcato la soglia della gelateria deciso ad assolvere al mio compito ed a immortalare poi l'interno della gelateria per poter poi mostrare alla fanciulla il luogo dove il suo onore era stato difeso. I miei piani hanno subito una drastica modifica mentre stavo consumando la mia inconsueta colazione, e mi sono trovato ad assistere all'ingresso di un cliente che ha dato sfoggio di una decisione ed una determinazione veramente encomiabile. E' entrato con passo di marcia, si è piazzato davanti al bancone, e come fosse un sacerdote intento a ripetere un salmo:
"Buon giorno! Cono con cioccolata, quello croccante, da 2 euro e 20."

Non potendo resistere alla tentazione di raccontare questo piccolissimo aneddoto, ho scattato la foto di cui sopra per immortalare un'uomo che ha tutta la mia stima: chiunque abbia le idee così chiare riguardo al gelato (e lo ricerchi con quella solerzia) non può che starmi simpatico.

Tornato a casa ho comunicato l'avvenuto misfatto, avvisando Silvia del fatto che avevo mangiato un gelato anche per conto suo e chiedendole di quale reclamasse quindi il possesso: la coppa Crema di Grom/Bacio della mattina o quella Crema di Grom/Crema del pomeriggio? (Se ve lo steste domandando: si, il gusto Crema di Grom mi piace un sacco, è decisamente nella mia top 10 assoluta). Lei, fedele al suo nome d'arte, non solamente ha dichiarato di apprezzare molto il pensiero ed evitato di mandarmi a quel paese per aver gozzovigliato alle sue spalle, ma tra le due opzioni ha scelto quella della mattina.
Vista la coincidenza ho pensato di condividere con lei anche la foto che avevo scattato, l'ho caricata su Flickr e le ho inviato il link. Il suo primo commento è stato per l'uomo al bancone ...  la fase delle coincidenze era stata superata, ora si parlava di un segno del destino! Un evento che non potevo certo minimizzare o disattendere: la decisione era presa, avrei utilizzato la foto e l'evento come base per un racconto su Cowbird!

Nel discutere riguardo ai possibili contenuti del racconto è venuto fuori il discorso riguardo alle possibili reazioni di una persona che si scopra protagonista (o anche solo personaggio) del racconto di un perfetto sconosciuto, ed ho quindi dato fondo al mio più ricercato romanticismo per arrivare a dire: "Ho sempre il teVVoVe che possano riconoscersi e venire a cercarmi per sdrumarmi di mazzate!".
Riprendendomi dall'estasi creativa sono stato folgorato da una visione, un'immagine tanto vivida ed aliena dalla realtà da meritare a buon diritto di entrare a far parte della narrazione:
Spazio, ultima frontiera.
Sono ormai divenuto un autore di fama internazionale, la gente si litiga il mio ultimo romanzo come se fossero barrette di cioccolata Wonka, la Pixar-Disney ha appena prodotto l'edizione animata di uno dei miei racconti, la Fox ha acquistato i diritti de "Il gioco di Harry" per dare il via ad una serie televisiva, serata di gala per la presentazione del capitolo conclusivo della "Saga dei Re".
La sala è immersa in una profonda penombra, il pubblico rumoreggia, tra stelle e stelline anche la gente comune è in fila in attesa di poter giungere all'imponente scrivania da dietro la quale, tronfio e soddisfatto, distribuisco autografi e dediche con la magnanimità di una divinità pagana che elargisca doni ai fedeli che l'adorano.
Arriva il turno di un uomo sulla quarantina, mi pare di riconoscerlo ma non riesco a ricordare dove l'abbia già veduto, assieme alla copia del libro porta con se una piccola scatola di plastica. Composto e compassato mi porge il libro e posa la scatola dinnanzi a se, mentre sgancio il mio aureo autografo lui estrae dalla scatola un cono, si allunga verso di me, lo ruota e me lo pianta in fronte.
"Gelato al cioccolato un cazzo!" Dichiara mantenendosi serio e compito, richiude la scatola, recupera la sua copia e mentre ancora non ho realizzato cosa sia successo si allontana.
Mi guardo intorno con espressione bovina, al centro della fronte il cono staglia come il corno di un unicorno, tra coloro che hanno assistito ci sono scene di ilarità, di stupore, di imbarazzo e di panico. Un responsabile della sicurezza sbraita e si sbraccia indicando l'attentatore, ancora la tragedia non ha terminato di concludersi e già l'ufficio stampa del Casinò ha mandato una lettera di scuse al mio ufficio legale. "Doveva aver nascosto il cono all'interno dell'edificio, le guardie all'ingresso hanno perquisito tutti, nessuna arma sarebbe potuta sfuggire ai controlli."
Il gelato comincia a sciogliersi, rivoli scuri di cioccolato ruscellano dalla fronte attraversando il mio viso, il bailamme di suoni che mi circonda scompare e l'unico suono che percepisco è il ritmico cader delle gocce dal mio mento alla scrivania. Il popolo mi osserva come un dio caduto, io non posso trattenere un pensiero: "Cool!"
A parte il fatto che un individuo capace di serbare così a lungo il rancore, e di ordire un piano tanto geniale per vendicarsi lo vorrei seduta stante come agente, viste le implicazioni della cosa, come posso non augurarmi che succeda?

Stay Tuned

lunedì 2 aprile 2012

Cowbird: Scrivere al Parco ...

Pubblicato su Cowbird.


Vista la bella giornata di sole ed il fatto che già mi trovavo a zonzo per commissioni, ho pensato di approffittare dell'occasione e di affrancarmi dalla mia scrivania. Armato del Borsello Tecnologico mi sono diretto ad un piccolo parco con vista sulla Darsena Centrale di Aprilia Marittima ed ho scelto un posto sufficientemente soleggiato (nell'aria c'era comunque una brezzolina fresca) per potermi dedicare alla scrittura.
A quanto pare però il Netbook soffre di una grave allergia al sole, e la quantità di luce a cui l'ho esposto (ed a cui non è abituato) lo ha reso molto timido ... aumentando al massimo la retroilluminazione è tornato ad essere leggibile ed utilizzabile, ma questo ovviamente ha ridotto non poco l'aspettativa per quel che riguarda l'autonomia.

A quanto pare non sono stato l'unico ad avere questo problema, ed il cortesissimo signore che mi ha salutato quando gli sono passato davanti, si è anche accaparrato l'unica presa elettrica che sono riuscito ad individuare.
 
Incrocio le dita e mi auguro che l'imbrunire arrivi prima del segnale di batteria esausta.

Stay Tuned

lunedì 19 marzo 2012

Cowbird - Lo strano caso della porta chiusa

Questa mattina, grazie ad un caso fortuito, me la sono spassata alquanto osservando degli ignari passanti.
La cosa mi ha divertito a sufficienza da ispirare una sua cronaca (romanzata ma fedele), di cui inserisco si seguito un breve estratto, e che potrete trovare completa su Cowbird.

[...]

La porta in questione (che potete ammirare grazie alla magnifica foto messa a disposizione da Mr. Smartphone) è dotata di tre caratteristiche peculiari:
1. La targhetta "SPINGERE" posta all'altezza della maniglia.
2. Una targetta rossa con la dicitura "APRIPORTA" che si trova all'altezza dello sguardo di un individuo di media altezza.
3. Un curioso pulsante rosso, appena sotto la targhetta di cui sopra.
[...]
I più non davano alcuna considerazione ad alcuno dei tre dettagli sovradescritti, con il risultato di spiaccicarsi come mosche contro il il vetro; la loro successiva reazione era in genere afferrare il maniglione e scuotere con forza (immagino per abbattere il nemico che aveva osato aggredirli così vilmente).
Una minoranza adocchiava il cartello "spingere" e si faceva precedere da una mano appoggiandola sulla maniglia, il gesto veniva ovviamente compiuto senza nemmeno rallentare il passo. Una spinta vigorosa e ... il braccio si piegava sotto la spinta del corpo portandoli a cozzare contro il vetro in modo non molto diverso dai precedenti.
Ricordo in particolare alcuni casi che mi sono costati diversi minuti di distrazione, tra il tempo speso ad osservarli e la successiva necessità di incanalare ogni mia energia nel tentativo di non ridere.
*** *** *** Il Rinunciatario *** *** ***
Arriva alla porta senza considerare alcun genere di targhetta e la trova inamovibile, si guarda quindi intorno con aria perplessa e sorride nel momento in cui localizza la targhetta "spingere".
Punta una mano e spinge ... nessun effetto.
Afferra la maniglia con entrambe le mani e spinge ... nessun effetto.
Sospira, si guarda intorno con aria imbarazzata e si stringe nelle spalle.
"Mi sono sbagliato" con il tono di chi si senta in colpa e voglia chiedere scusa.
Si gira e torna verso l'interno, rimuginando sul modo migliore per dire alla moglie che non potrà rientrare a casa, che sarà costretto a rimanere nella Casa di Ospitalità a tempo indeterminato, perchè una porta ha stabilito il suo fato e non gli permette più di uscire.
[...]

venerdì 16 marzo 2012

Cowbird - Piccole storie di tutti i giorni.

Grazie ad una segnalazione di Claudia Vago ho recentemente scoperto l'esistenza di Cowbird, una comunità di scrittori che si basa sulla condivisione di storie (per la maggior parte autobiografiche), legate ad una specifica immagine o ad una traccia sonora.

A differenza della maggior parte dei Social Network di mia conoscenza, dove la maggior parte degli interventi si riduce alla segnalazione di materiale elaborato da terzi, Cowbird richiede una maggiore partecipazione da parte dei suoi utenti, che devono produrre del materiale originale (scritto, visivo o sonoro che sia) per poterlo condividere con gli altri.

Di dimensioni assai ridotte (nel momento in cui scrivo, a livello mondiale, ci sono 2018 iscritti) consente di curiosare tra gli eventi ed i pensieri di persone nelle più disparate parti del mondo, tra cronache, aneddoti e riflessioni che possono essere ricercate per argomenti, zone, luoghi o periodi di tempo.

Pur avendo una struttura nettamente meno accessibile di piattaforme come Facebook o Twitter, Cowbird promette di essere un proficuo punto di scambio di idee e punti di vista. Ho quindi deciso, non solo di entrare a farne parte (con le modalità ed i tempi che mi saranno possibili), ma di aggiungerlo come argomento più o meno fisso anche all'interno del blog.

I miei primi interventi ("Meraviglie dell'ingegneria ... genetica" & "Un trampolino sul mare dei ricordi ...") hanno come argomento la città di Trieste.

Stay Tuned