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sabato 19 gennaio 2013

Latitanza...


Sì, è vero, negli ultimi tempi sono stato un po' latitante... però ho la giustificazione scritta!
O, per lo meno, ho un sacco di materiale scritto e mi appello al vostro buon cuore per considerarlo una valida giustificazione alla mia assenza.
Le vacanze avevano compromesso il mio ritmo di scrittura così, quando negli ultimi tempi le parole hanno ricominciato a scorrere, ho preferito dedicarmi a loro e di riflesso ho trascurato il blog. Scrivo, quando non scrivo leggo o ossigeno il sangue con l'esercizio fisico. La ricetta sembra funzionare, ho completato la quinta parte del Primo Re ed attaccato con la sesta e, soprattutto, sono discretamente soddisfatto della qualità di quel che ho creato.

Tornando a noi ed al blog, le mie ultime letture mi hanno suggerito la malsana idea di redigere una piccola rubrica incentrata sugli autori di Fantasy - famosi o meno - con particolare attenzione per quelli tra loro che hanno prodotto saghe, trilogie, pentalogie, storie seriali incentrate su un personaggio/mondo. Simpatici signori come Tolkien, Eddings, Martin, Sapkowski, Nicholls e simili...
Non ho intenzione di pormi degli obbiettivi in fatto di tempo e di conseguenza non faccio promesse a riguardo, ma prima o poi, quando meno ve lo aspetterete...

Stay Tuned.

domenica 28 ottobre 2012

Potpourri di tosse, nebbia e pigrizia.

Domenica: palestra chiusa, biblioteca chiusa, naso chiuso ed una tossetta secca che ad ogni sua comparsa mi fa venir voglia di aprirmi la gola con un cucchiaio da minestra per quanto è doloroso il suo grattare. Ma il cucchiaio è in cucina, accanto alla minestra che sta riscaldandosi per il pranzo, la mia amata minestra di verdure, compagna di centinaia di pranzi e cene ... comincio ad odiarla.

Questa condizione psicofisica sull'orlo del baratro tra l'eccesso di pianto di un bambino capriccioso e la volontà omicida di un serial killer mi ha portato a rileggere gli ultimi post del Blog con cui, mea culpa, sono indietro in maniera vergognosa. Eccomi qui dunque, ben intenzionato ad un bell'aggiornamento globale che mi riporti in carreggiata.

Da cosa cominciare? Senza dubbio dalla scrittura! Come già detto in questo post ho interrotto la lavorazione del Primo Re per dedicarmi alla storia vinta da Perennemente Sloggata. I miei pomeriggi in biblioteca hanno abbandonato il mondo del Fantastico e sono approdati in un'ambientazione più moderna ed oscura in quella che vuole essere una miscellanea di Gotico e Punk. Dopo aver tanto parlato di profeti, divinità e metroner, l'unico modo di descrivere il piacere di provato nel poter parole come semaforo, bulldozer o Arbre Magique è farmi prestare uno "spasmico baby" da Austin Power.

Il racconto (credo di poter quasi confermare il titolo "La Congiura") procede abbastanza bene e per ora conta circa 12.000 delle 35/40.000 che credo avrà una volta concluso. Salta quindi l'idea di completarlo prima della fine del mese, ma ci sono buone speranze di poterlo consegnare entro la metà di novembre. Subito di seguito credo che metterò in cantiere il racconto per partecipare a Tramando 2013 ed infine
tornerò alla mia "Opera Prima".

Andando oltre la scrittura senza però abbandonare il tema editoriale la direzione è lieta di comunicarvi dei contatti recentemente intercorsi con una Casa Editrice con la quale potrebbe svilupparsi una collaborazione non tanto come editore, quanto più come lettore (e commentatore) di manoscritti e correttore di bozze. Un'eventualità a cui fino ad ora non avevo mai pensato ma che non manca della sua attrattiva. Vedremo ...
Ora facciamo un bel saltello sul lato opposto della barricata e parliamo di lettura. Inizierò subito con il dire che la mia dedizione al paccozzo mi ha portato a leggere ben tre pagine di Missione Eagle, di più non ce l'ho fatta. Ho riunito tutti i libri nella stessa pila e li sto lasciando macerare in attesa di essere colto da un nuovo estro masochistico. Accanto a loro c'è un'altra pila fatta di libri in prestito che hanno in comune l'autrice: Banana Yoshimoto, per quelli più che il masochismo dovrò trovare il tempo.

A turbare i miei già delicati equilibri di lettore è arrivato un Kindle, un acquisto fatto pochi giorni fa, un giochino nuovo a cui non ho potuto non dare attenzione con la conseguente lettura di: Minon (Fiorella Rigoni & Alexia Bianchini) e I deliziosi delitti di Little Town (Gaia Conventi), il primo in formato e-book, il secondo in pdf. Come prima cosa ho avuto conferma della fantastica leggibilità del Kindle, migliore non solo di quella a video ma anche di quella su libro di inchiostro e carta. Un po' meno pratico l'uso dei pdf perché l'adattamento alla pagina rende i caratteri molto piccoli, ma la loro nitidezza permette comunque di leggere senza rischiare la cecità.

Detto questo passiamo ai contenuti:

Minon
è un Fantasy-Lombardo fatto di eroi minorenni, oscuri signori del male, eletti senza cui il bene sarebbe condannato alla sconfitta, eterne creature immortali che ragionano (ed agiscono) come bambini capricciosi e semi sconosciuti privi di ogni attitudine alle relazioni interpersonali che limonano di punto in bianco. Insomma, un buon esempio del motivo per cui quando mi si chiede quale sia il mio genere preferito io parli sempre di ""Fantastico" e quasi mai di "Fantasy". Si potrebbe anche dire che si tratta di letteratura per ragazzi e cercare di lavarsene le mani così, ma a questo punto perché non dar da bere la Vinavil ai neonati, tanto è bianca come il latte e loro sono così piccoli ...

I deliziosi delitti di Little Town
è una raccolta di racconti brevi (e quando dico brevi intendo che alcuni arrivano a poco più di mezza pagina) il cui protagonista è la comunità di una piccola città immaginaria persa in qualche cantuccio rurale degli Stati Uniti. Ogni racconto permette di sbirciare un evento della vita (o della morte) di qualcuno degli abitanti, in un andare e venire lungo la linea del tempo del paese. Alcuni dei personaggi sono protagonisti di più di un racconto e molti diventano comparse il cui nome ricorre spesso anche quando l'argomento non li riguarda da vicino. Come in ogni raccolta la sensazione di alti e bassi nella scrittura viene enfatizzata anche dal singolo argomento trattato ed è quindi facile individuare i propri racconti preferiti o sviluppare simpatia per qualche personaggio in particolare. (Anagrammistery & Mortimer per quel che mi riguarda).

E' giunta l'ora di pranzo e questo fa vacillare i miei buoni propositi rispetto ad un'aggiornamento globale. Per ora mi fermo a scrittura & lettura, ma tornerò poi per qualche altro fattarello ... sugoso!

Stay Tuned.

martedì 16 ottobre 2012

La fine è giunta!



Si è trattato di una dura lotta, un vero e proprio scontro tra titani fatto di impedimenti, divagazioni e personaggi pronti a tutto per poter ampliare la propria parte per poter così conquistare un posto d'onore nella trama; ciononostante il quarto capitolo è finalmente concluso! A breve verrà dato in pasto ai revisori ... non vedo l'ora di scoprire le loro reazioni!

Visto il parto lungo e difficile (ci sto lavorando dall'inizio di aprile) e la gran quantità di materiale (circa 263 pagine sulle 430 totali), ho deciso di prendere un brevissimo periodo di pausa per avere il tempo di riordinare le idee e preparare una schematizzazione precisa di quello che mi aspetta con il Capitolo Quinto. Quest'accortezza mi ha aiutato a riprendere un buon ritmo di scrittura in quest'ultimo periodo e credo sia una buona idea quella di proseguire ad utilizzarla anche per il lavoro futuro.

Siccome però le dita ferme arrugginiscono ed anche la scrittura come la maggior parte delle attività è anche un fatto d'esercizio, ho in mente di impiegare questo periodo di pausa per portare a compimento il Racconto Mercenario vinto da Perennemente Sloggata. Si tratterà di una storiella a cavallo tra il gotico ed il punk e per ora il suo titolo ipotetico e non definitivo è: "La congiura".

Evito di aggiungere altro per non trovarmi nella condizione di aver troppo da dover smentire. Vi terrò aggiornati sugli ulteriori sviluppi.

Stay Tuned

lunedì 28 maggio 2012

Il Bandito ed il Campione

Quando ho deciso di volermi proporre ad un editore, per intraprendere la strada della pubblicazione, la prima difficoltà è stata selezionare una storia adeguata: non volevo nulla di troppo complesso od articolato, pensavo ad un volume leggero che potesse fungere da presentazione per me ed introduzione all'ambientazione. Il mio obiettivo non è quello di creare una saga incentrata su un unico argomento o su un singolo gruppo di personaggi, desidero piuttosto presentare la storia, l'evoluzione e la fine di un mondo seguendo i passi di coloro che, in vari luoghi ed in diverse epoche, ne hanno definito il destino.

Trattandosi di un'ambientazione quanto meno colorita, per poter rimanere fedele all'idea di introduzione, ho pensato di dedicare questo primo *cof*ro *cof*man *cof*zo a vicende riguardanti la stirpe più simile alla razza umana. Pur non avendo velleità di ammantare la narrazione di alcuna reale attinenza storica, ho cercato di creare una struttura sociale e culturale realistica (o per lo meno credibile senza ricorrere ad eccessiva sospensione dell'incredulità), cercando di dare un punto di vista "umano" e quindi più abbordabile ad un mondo molto al di fuori degli schemi della logica e della realtà di tutti i giorni.

Una volta stabilito di usare gli "umani" come chaperon, scegliere l'evento da narrare è stata una naturale conseguenza: in un popolo tanto dipendente dalla religiosità nulla poteva aver maggior rilevanza del periodo di passaggio dal politeismo al monoteismo. La zona geografica mi era chiara ed anche gli eventi nel loro svolgersi generale, non avevo che da definire le cose più nel dettaglio e delineare i protagonisti. Incrociando appunti, time-line, mappe, logica e ragion pura sono giunto ad una società di montanari non troppo dissimile da quelle risalenti alla tarda età del bronzo; tra loro è nata una piccola mandria di coprotagonisti, spalle e comparse capeggiata dai due protagonisti della vicenda: Ureach e Leyhod.

Nella costruzione di questi due personaggi ho cercato di rendere palpabili le loro similitudini, poiché parte di un piccolo gruppo di comunità sorte in una valle molto isolata dovevano partire da un background comune, ed allo stesso tempo di rendere ben chiare le differenze. Ureach, granitico nella propria moralità e dotato di una fede adamantina, contrapposto a Leyhod, uno zelota della sopravvivenza e disposto ad ogni astuzia pur di raggiungere gli obiettivi che si prefigge. Due individui legati da uno scopo comune ma diversi come l'alba ed il tramonto.

Avevo appena dato le ultime pennellate ad Ureach, il valente Campione di Arhim Eritz e mi accingevo a far altrettanto con lo scapestrato Leyhod quando il destino ci ha messo lo zampino e mi sono trovato ad ascoltare la canzone di de Gregori "Il Bandito e il Campione". Un secondo più tardi stavo lavorando di cesello per far si che Leyhod fosse "Bandito" quanto Ureach era "Campione", una piccola soddisfazione per il mio io infantile, un modesto omaggio alla splendida canzone di de Gregori ed una nota di colore per un personaggio che ha tutta la mia simpatia.

Stay Tuned.

sabato 28 aprile 2012

Assente giustificato (?) ...


Mi sono reso conto di aver trascurato il blog negli ultimi giorni, pur continuando a raccogliere materiale per alcuni post non ho mai trovato il tempo ed il modo per pubblicarli. Tutto deriva dal fatto che mi sono azzoppato ed ho l'anteriore sinistra a funzionalità ridotta. La spalla duole e qualsiasi posizione prenda alla scrivania non riesco a mantenerla a lungo, e questo mi impedisce di poter scrivere per più di qualche ora al giorno. Entro fine mese devo portare a termine il capitolo a cui sto lavorando e questo implica che ogni momento utile per la scrittura venga dedicato ad esso, come conseguenza il blog è stato messo in secondo piano.

Farò del mio meglio per poter invertire questa tendenza (anche perché questo vorrebbe dire che la spalla sta ricominciando a funzionare normalmente) ed in ogni caso cercherò di essere quanto più presente mi sarà possibile.

Stay Tuned

venerdì 13 aprile 2012

Dando i numeri ...

Negli ultimi due giorni,a cau dell'attacco di pigrizia che mi ha portato a scrivere meno del solito, mi sono trovato ad avere un po' di tempo libero ... e questo è male.

Non avendo altro da fare, infatti, mi sono dilettato ad annotare fatterelli inutili ed un sacco di numeri che riguardano "Il Primo Re". Come se non bastasse, visto che ormai la fatica per annotarli l'ho fatta, ve li beccata in serie qui di seguito!

E quindi ... diamo i numeri!

Divinità (Menzionate e/o descritte): 9
Protagonisti: 16
Personaggi: (Dotati di nome): 82
Popolazioni: (Menzionate e/o descritte): 4
Location: 49
Giorni di lavoro (Dalla data di inizio): 153
Giorni di lavoro (Effettivi): 77
Pagine (A5 - No Margini - Times New Roman 8): 188 [Formato in cui scrivo]
Pagine (A5 - Margini Standard - Times New Roman 10): 285
Pagine (A5 - Margini Standard - Garamond 12): 515
Revisori: 7
Parole: 179.062
Caratteri (Spazi compresi): 1.112.948

Che aggiungere? Come vi dicevo è male che abbia del tempo libero.

Stay Tuned

mercoledì 11 aprile 2012

Piccoli Ureach crescono ...

Ieri ho finalmente ripreso a scrivere e mi sono imbarcato nella descrizione di un rito funebre. Fatta eccezione per un paio di passaggi che mi sono costati maggior fatica, le parole si sono susseguite con naturalezza ed il risultato mi ha abbastanza soddisfatto (come tutto andrà revisionato, ma per ora, fedele alla mia decisione iniziale, non ho nemmeno riletto).

All'interno della scena vi è un breve flashback in cui Ureach ricorda una discussione avuta con Chajus (padre della sua promessa sposa e quindi futuro suocero), si tratta di poche righe ma sono veramente curioso di scoprire quale sarà la reazione dei valenti revisori quando si troveranno a leggerle.

Fino a quel momento mi crogiolerò nel pensiero che il piccolo Ureach sta cominciando a crescere.

Stay Tuned

domenica 8 aprile 2012

Notizie dal fronte

Due rapide comunicazioni.
1. Dopo due giorni di pigrizia sono riuscito ad impiegare la giornata di oggi per completare lo schema degli eventi del Capitolo Quarto. Domani difficilmente riuscirò a combinare qualche cosa (mi attende un gozzovigliare assai suino), conto però di poter ricominciare con un buon ritmo di scrittura a partire da martedì.
2. Per un insieme di coincidenze fortuite è nata l’idea per un nuovo blog. Si tratterà di un lavoro corale che spero troverete divertente (ed a cui vi invito a partecipare), i cui dettagli sono ancora in via di definizione. Benvenuti quindi alla Discarica!
Stay Tuned

giovedì 5 aprile 2012

Cowbird: Gelato al Cioccolato

Pubblicato su Cowbird.


Correva l'anno 2012, era giunta la sera del terzo giorno del mese di aprile, un giorno a cui i più si riferiscono come l'altro ieri.

Avevo appena scoperto che Silvia Coppola (in arte Sweety) si era trovata tra le mani una dieta ancor più malvagia e castrante di quella che da qualche mese sto sorbendomi. Per chi non avesse mai affrontato la sofferenza e le privazioni di un regime alimentare controllato, si rende necessaria una spiegazione per chiarire quanto questo evento possa unire due persone.

Immaginatevi ragazzini, dopo aver programmato le vostre vacanze estive in ogni dettaglio ed aver assaporato l'idea di tre interi mesi di bighellonaggio sfrenato, venite a scoprire che i vostri genitori hanno deciso di farvi una sorpresona e vi hanno iscritto ad un ... campeggio estivo. Il dolce far nulla dei vostri sogni viene rapidamente trasformato in una girandola di eventi partoriti dalle menti insane degli animatori, vi svegliate ancor prima di quanto facevate durante le lezioni, siete costretti ad ore di attività pseudo sportive ed ogni vostro giorno ha come materia legante delle gigantesche zanzare killer che bramano il vostro sangue quasi quanto voi bramate la triade divano-piazza-playstation. Tra le facce allegre dei ragazzini che stanno passando la loro estate ideale riconoscete la figura di un un vostro simile, lo individuate grazie al nugolo di zanzare che l'avvolge ... non conoscete il suo nome, distinguete appena i lineamenti oltre la doppia coltre d'insetti, ma tutto questo non ha peso o significato: siete fratelli.
Altro che motoraduni, i dietaraduni sarebbero dei successi internazionali ... se solo si riuscisse ad organizzare un menù in grado di soddisfare tutti i partecipanti.

Mossi dall'insidioso autolesionismo che spesso va di pari passo con le diete, non abbiamo potuto far a meno di parlare di cibo, e come conseguenza di questo discorso sono arrivato ad accennare che il giorno successivo (a cui i più si riferiscono come ieri) sarebbe stata la mia giornata di sollazzo, durante la quale mi sarei certamente abbandonato ad un gelato in quel di Grom. Nel momento in cui ne stavamo discorrendo sono stato colto da un pensiero di infinito altruismo, ed ho deciso che ne avrei mangiato uno anche per conto di Silvia, sarebbe di certo stato un compito difficile ed ingrato, ma qualcuno doveva pur farlo.

La mattina successiva, armato del Borsello Tecnologico, ho varcato la soglia della gelateria deciso ad assolvere al mio compito ed a immortalare poi l'interno della gelateria per poter poi mostrare alla fanciulla il luogo dove il suo onore era stato difeso. I miei piani hanno subito una drastica modifica mentre stavo consumando la mia inconsueta colazione, e mi sono trovato ad assistere all'ingresso di un cliente che ha dato sfoggio di una decisione ed una determinazione veramente encomiabile. E' entrato con passo di marcia, si è piazzato davanti al bancone, e come fosse un sacerdote intento a ripetere un salmo:
"Buon giorno! Cono con cioccolata, quello croccante, da 2 euro e 20."

Non potendo resistere alla tentazione di raccontare questo piccolissimo aneddoto, ho scattato la foto di cui sopra per immortalare un'uomo che ha tutta la mia stima: chiunque abbia le idee così chiare riguardo al gelato (e lo ricerchi con quella solerzia) non può che starmi simpatico.

Tornato a casa ho comunicato l'avvenuto misfatto, avvisando Silvia del fatto che avevo mangiato un gelato anche per conto suo e chiedendole di quale reclamasse quindi il possesso: la coppa Crema di Grom/Bacio della mattina o quella Crema di Grom/Crema del pomeriggio? (Se ve lo steste domandando: si, il gusto Crema di Grom mi piace un sacco, è decisamente nella mia top 10 assoluta). Lei, fedele al suo nome d'arte, non solamente ha dichiarato di apprezzare molto il pensiero ed evitato di mandarmi a quel paese per aver gozzovigliato alle sue spalle, ma tra le due opzioni ha scelto quella della mattina.
Vista la coincidenza ho pensato di condividere con lei anche la foto che avevo scattato, l'ho caricata su Flickr e le ho inviato il link. Il suo primo commento è stato per l'uomo al bancone ...  la fase delle coincidenze era stata superata, ora si parlava di un segno del destino! Un evento che non potevo certo minimizzare o disattendere: la decisione era presa, avrei utilizzato la foto e l'evento come base per un racconto su Cowbird!

Nel discutere riguardo ai possibili contenuti del racconto è venuto fuori il discorso riguardo alle possibili reazioni di una persona che si scopra protagonista (o anche solo personaggio) del racconto di un perfetto sconosciuto, ed ho quindi dato fondo al mio più ricercato romanticismo per arrivare a dire: "Ho sempre il teVVoVe che possano riconoscersi e venire a cercarmi per sdrumarmi di mazzate!".
Riprendendomi dall'estasi creativa sono stato folgorato da una visione, un'immagine tanto vivida ed aliena dalla realtà da meritare a buon diritto di entrare a far parte della narrazione:
Spazio, ultima frontiera.
Sono ormai divenuto un autore di fama internazionale, la gente si litiga il mio ultimo romanzo come se fossero barrette di cioccolata Wonka, la Pixar-Disney ha appena prodotto l'edizione animata di uno dei miei racconti, la Fox ha acquistato i diritti de "Il gioco di Harry" per dare il via ad una serie televisiva, serata di gala per la presentazione del capitolo conclusivo della "Saga dei Re".
La sala è immersa in una profonda penombra, il pubblico rumoreggia, tra stelle e stelline anche la gente comune è in fila in attesa di poter giungere all'imponente scrivania da dietro la quale, tronfio e soddisfatto, distribuisco autografi e dediche con la magnanimità di una divinità pagana che elargisca doni ai fedeli che l'adorano.
Arriva il turno di un uomo sulla quarantina, mi pare di riconoscerlo ma non riesco a ricordare dove l'abbia già veduto, assieme alla copia del libro porta con se una piccola scatola di plastica. Composto e compassato mi porge il libro e posa la scatola dinnanzi a se, mentre sgancio il mio aureo autografo lui estrae dalla scatola un cono, si allunga verso di me, lo ruota e me lo pianta in fronte.
"Gelato al cioccolato un cazzo!" Dichiara mantenendosi serio e compito, richiude la scatola, recupera la sua copia e mentre ancora non ho realizzato cosa sia successo si allontana.
Mi guardo intorno con espressione bovina, al centro della fronte il cono staglia come il corno di un unicorno, tra coloro che hanno assistito ci sono scene di ilarità, di stupore, di imbarazzo e di panico. Un responsabile della sicurezza sbraita e si sbraccia indicando l'attentatore, ancora la tragedia non ha terminato di concludersi e già l'ufficio stampa del Casinò ha mandato una lettera di scuse al mio ufficio legale. "Doveva aver nascosto il cono all'interno dell'edificio, le guardie all'ingresso hanno perquisito tutti, nessuna arma sarebbe potuta sfuggire ai controlli."
Il gelato comincia a sciogliersi, rivoli scuri di cioccolato ruscellano dalla fronte attraversando il mio viso, il bailamme di suoni che mi circonda scompare e l'unico suono che percepisco è il ritmico cader delle gocce dal mio mento alla scrivania. Il popolo mi osserva come un dio caduto, io non posso trattenere un pensiero: "Cool!"
A parte il fatto che un individuo capace di serbare così a lungo il rancore, e di ordire un piano tanto geniale per vendicarsi lo vorrei seduta stante come agente, viste le implicazioni della cosa, come posso non augurarmi che succeda?

Stay Tuned

domenica 1 aprile 2012

Ehi papà guarda, un metroner ...

Se qualcuno di voi non avesse colto la dottissima citazione del titolo, o se ci fosse qualche nostalgico che desidera fare un salto nell'88 non ha che da cliccare qui!

Fatto questo primo passo, alzi la mano chi si sta chiedendo cosa sia un metroner.

Ebbene, si tratta di un adorabile plantigrado delle dimensioni di un furgoncino volkswagen (con tanto di hippie all'interno, se ne ha incrociato qualcuno sulla sua strada), dotato di un pessimo carattere, di un notevole appetito e di una spiccata intelligenza. Resistete alla tentazione di cercare maggiori informazioni utilizzando San Google o Santa Wikipedia, una delle particolarità della creatura in questione è avere il proprio habitat esclusivamente nell'ambientazione di cui sto scrivendo.

Perché ho deciso di parlare dei metroner?
Presto detto: sono arrivato al punto della storia in cui, dopo essere stata menzionata come una sorta di spauracchio per bambini, la bestiola fa finalmente la propria comparsa dando dimostrazione della propria indisponente predilezione per la carne (umana nel caso specifico). Eviterò di dir troppo riguardo all'incontro (per non rovinare la sorpresa ai miei valenti revisori), ma sono dell'idea che riserverà alcune interessanti sorprese, tanto ai personaggi coinvolti, quanto ad i lettori che ne seguiranno le vicende.

Tornando al metroner, oltre ad essere una sorta di orso (bianco) troppo cresciuto e ad essere un predatore estremamente astuto e famelico, ha la particolarità di non essere soggetto al letargo che abitualmente colpisce i suoi simili, ed anzi a risultare più aggressivo ed attivo durante i periodi di neve. Che si tratti di esemplari solitari o di piccole famiglie, i metroner abitano i picchi delle montagne con ghiacciai perenni da cui discendono quando il clima è tale da portare nevicate anche ad altitudini inferiori; apparentemente insensibili al freddo si muovono agevolmente anche durante le tempeste di neve, in genere sfruttano questa loro caratteristica per condurre cacce da agguato, lasciandosi seppellire dalla neve (o seppellendocisi) ed attendendo che una preda incauta passi loro troppo vicino.

Non temono l'uomo (né alcun genere di altra creatura) ed hanno imparato a riconoscere gli avversari più forti nei gruppi che cacciano, è contro questi individui potenzialmente pericolosi che sfruttano l'effetto sorpresa del primo assalto per poterli mettere fuori combattimento e tornar poi più agevolmente a predare gli altri. Queste caratteristiche rendono i metroner una delle peggiori nemesi per coloro che devono attraversare le zone innevate della catena montuosa dove risiedono,  tra i viaggiatori sono comuni  storie agghiaccianti nelle quali uno solo di questi predatori perseguita un'intera carovana, decimandone i membri con aggressioni ripetute giorno dopo giorno, pasto dopo pasto.

Stay Tuned

venerdì 30 marzo 2012

I dilemmi del dialogo II. Le Disquisizioni Teologiche

Ureach, uno dei protagonisti indiscussi de "Il Primo Re" (e certamente il personaggio più largamente detestato da parte dei revisori), si trova ad affrontare una profonda discussione teologica, che rischia di minare le sue adamantine convinzioni in fatto di fede.

Al di là del piacere che questa sua condizione di difficoltà potrà suscitare in coloro che non lo amano particolarmente, vi è l'immane sofferenza che provo io nel portare avanti il dialogo! Due individui assolutamente granitici e con una volontà ben oltre la norma umana si fronteggiano nell'argomento che più preme ad entrambi: la religione.

Dover passare a sostenere posizioni diametralmente opposte, argomentandole  secondo la logica stringente di due individui che danno alle loro convinzioni un valore maggiore di quello della vita stessa ... mi sembra d'essermi cacciato in un'impresa più grande di me.

Per un istante sono anche stato colto dalla tentazione di sfumare l'intero dibattito e lasciare all'immaginazione di ognuno la forma precisa di quanto si fossero detti, trovo però che l'importanza di questo evento sia per l'evoluzione dei personaggi che per quella della storia sia troppo elevata per lasciarlo nella penombra.

In due giorni ho portato a conclusione il primo round, due pagine di sofferenza che andranno sicuramente rivisitate e migliorate, ora però le posizioni dei due dovrebbero essere chiare e questo dovrebbe permettermi di lasciare in secondo piano i loro successivi dialoghi, limitando la citazione diretta alle affermazioni più rilevanti che l'uno o l'altro potrà arrivare a fare.

Ora una buona boccata d'aria, una merendina nutriente a base di banana, e si torna al lavoro.

Stay Tuned

giovedì 22 marzo 2012

Diversi revisori e revisori diversi

Ieri ho sparso un mucchio di parole, ho portato una copia del terzo capitolo (per lo meno della parte ultimate) al più solerte dei revisori, ed ho anche consegnato primo e secondo capitolo nelle mani di una nuova leva, perché potesse iniziare la lettura.

Come mi succede ogni volta che dò in mano d'altri qualche cosa che ho scritto, non ho potuto fare a meno di elucubrare riguardo alle loro possibili reazioni cercando di indovinare quali potranno essere i loro commenti. Una serie di pensieri che si è poi evoluta in una riflessione più generale riguardo ai revisori, al loro compito, alle loro caratteristiche generali ed alle peculiarità che li distinguono e per cui li ho scelti.

Da principio, quando mi sono riproposto di cercare delle persone a cui sottoporre la stesura del ro*cof*man*cof*zo, ho meditato a lungo sul genere di persone di cui potevo aver bisogno, di quali fossero le caratteristiche che avrei dovuto cercare per effettuare una selezione tra i miei amici/parenti/conoscenti. Le risposte che ho trovato mi sono sembrate abbastanza banali, ma non riuscendo ad arrivare a nulla di più illuminante, mi sono limitato ad esse: dovevano essere dei buoni lettori, avere una buona conoscenza dell'italiano, la capacità di organizzare ed esprimere una critica, la capacità di essere abbastanza obiettivi ed avere ovviamente il tempo e la voglia per leggere, correggere e preparare un breve commento per ogni capitolo.

Negli ultimi tre mesi ho avuto modo di testare questo sistema di revisione e devo dire che ha dato degli ottimi risultati: non solamente dandomi modo di correggere alcuni errori stilistici e di evitare quindi di ripeterli (o limitarne il numero) di capitolo in capitolo, ma anche per l'ispirazione che ricevo confrontandomi con i diversi punti di vista che mi vengono presentati. La semplice comodità di avere delle persone che leggono, correggono e commentano è mutata nella comodità di potersi confrontare con stili di critica completamente differente approfittando delle peculiarità di ognuno per migliorare, non solamente la scrittura in sè ma anche il mio rapporto con quello che scrivo.

Per poter spiegare in modo chiaro (e soprattutto breve) quello che intendo dire vi faccio alcuni esempi delle diverse categorie di revisori che ho avuto modo di individuare:

Il Tecnico: Lavora in modo estremamente preciso, correda il testo con le proprie note ed individua i problemi generali del testo suggerendo sistemi per renderlo maggiormente scorrevole.

Il Sentimentale: La sua revisione è meno tecnica e più emozionale, prova simpatie ed antipatie marcate nei confronti dei personaggi e permette di riconoscerne i punti di forza o le debolezze. Un personaggio che gli passi inosservato è probabilmente poco definito e manca della dovuta grinta.

L'Entusiasta: Minimizza gli errori a favore di ciò che è positivo. Le sue critiche sono sempre molto morbide ed esprime con verve e decisione quello che gli è piaciuto. E' una continua fonte di energia ed ottimismo.

L'Intransigente: Non te ne lascia passare una, marca ogni errore ed ogni mancanza analizzandone ed esprimendone i rischi e gli aspetti negativi. Aiuta a rimanere con i piedi per terra ed a non lasciarsi mai andare alla convinzione di saper scrivere.

Approfitto di questo post dedicato a loro per ringraziarli una volta ancora.

Stay Tuned

lunedì 19 marzo 2012

Cowbird - Lo strano caso della porta chiusa

Questa mattina, grazie ad un caso fortuito, me la sono spassata alquanto osservando degli ignari passanti.
La cosa mi ha divertito a sufficienza da ispirare una sua cronaca (romanzata ma fedele), di cui inserisco si seguito un breve estratto, e che potrete trovare completa su Cowbird.

[...]

La porta in questione (che potete ammirare grazie alla magnifica foto messa a disposizione da Mr. Smartphone) è dotata di tre caratteristiche peculiari:
1. La targhetta "SPINGERE" posta all'altezza della maniglia.
2. Una targetta rossa con la dicitura "APRIPORTA" che si trova all'altezza dello sguardo di un individuo di media altezza.
3. Un curioso pulsante rosso, appena sotto la targhetta di cui sopra.
[...]
I più non davano alcuna considerazione ad alcuno dei tre dettagli sovradescritti, con il risultato di spiaccicarsi come mosche contro il il vetro; la loro successiva reazione era in genere afferrare il maniglione e scuotere con forza (immagino per abbattere il nemico che aveva osato aggredirli così vilmente).
Una minoranza adocchiava il cartello "spingere" e si faceva precedere da una mano appoggiandola sulla maniglia, il gesto veniva ovviamente compiuto senza nemmeno rallentare il passo. Una spinta vigorosa e ... il braccio si piegava sotto la spinta del corpo portandoli a cozzare contro il vetro in modo non molto diverso dai precedenti.
Ricordo in particolare alcuni casi che mi sono costati diversi minuti di distrazione, tra il tempo speso ad osservarli e la successiva necessità di incanalare ogni mia energia nel tentativo di non ridere.
*** *** *** Il Rinunciatario *** *** ***
Arriva alla porta senza considerare alcun genere di targhetta e la trova inamovibile, si guarda quindi intorno con aria perplessa e sorride nel momento in cui localizza la targhetta "spingere".
Punta una mano e spinge ... nessun effetto.
Afferra la maniglia con entrambe le mani e spinge ... nessun effetto.
Sospira, si guarda intorno con aria imbarazzata e si stringe nelle spalle.
"Mi sono sbagliato" con il tono di chi si senta in colpa e voglia chiedere scusa.
Si gira e torna verso l'interno, rimuginando sul modo migliore per dire alla moglie che non potrà rientrare a casa, che sarà costretto a rimanere nella Casa di Ospitalità a tempo indeterminato, perchè una porta ha stabilito il suo fato e non gli permette più di uscire.
[...]

venerdì 9 marzo 2012

Che sia colpa del muco?

In questi ultimi giorni ho fatto molta fatica a scrivere.

Mi è stato difficile trovare la concentrazione necessaria, le frasi hanno cominciato a farsi frammentarie ed a richiedere numerose revisioni, prima di divenire sufficientemente chiare e comprensibili.
Rispetto alla rapidità (ed alla naturalezza) a cui mi ero abituato nel periodo precedente, è stato un netto ed assai sgradevole passo indietro.

Come unica consolazione, mi auguro che tutto questo sia dipeso dall'influenza. In fondo è credibile che, mentre si dilapidano energie nel vano tentativo di respirare, sia più difficile concentrarsi su altro.

Stay Tuned

lunedì 5 marzo 2012

Punto di svolta

Il terzo capito, tra alti e bassi, sta scorrendo molto più liscio dei precedenti.
Evidentemente, l'accumularsi di ore di lavoro, mi ha permesso di guadagnare maggiore dimestichezza, e di ritrovare l'abitudine a scrivere che da qualche anno era andata persa. Riesco a visualizzare più facilmente la costruzione dei periodi, e con un po' di pazienza sto anche rimediando ad una parte dei miei orrori grammaticali congeniti.

Ora che mi trovo a qualche passo solamente dall'introdurre uno degli eventi principali della storia, non riesco a fare a meno di essere emozionato; una scena che ho immaginato e visualizzato decine di volte, che ho abbozzato in uno schema ed esteso nella struttura dei capitoli, sta per prendere la sua forma (quasi) definitiva. Un po' come una donna che, dopo aver portato in grembo il proprio pargoletto, si renda conto dell'imminenza del parto; senza le doglie però, il che non è certo cosa da poco.

Come piccola anteprima per i miei valorosissimi (e mai sufficientemente ringraziati) revisori, dirò che l'evento prevederà la presenza di Ureach, Ruhek, Kahejt, Lyuthwjn e di un'altra mezza dozzina di facce più o meno note. Sarà un passo determinante per la vita e l'evoluzione del protagonista, ed un avvenimento di grande importanza per il futuro dei suoi compagni.

Proprio per questo, mi trovo combattuto tra l'eccitazione dell'affrontarlo ed una sgradevole punta di ansia da prestazione. Per mia fortuna, ogni qual volta vengo colto dal dubbio, mi è sufficiente ripetere il Mantra di Paolini e tutto si cheta:
Se è diventato famoso lui con il pattume che ha scritto: comunque vada, sarà un successo!
 Stay Tuned

mercoledì 29 febbraio 2012

Che ne pensate dei personaggi misteriosi?

Tanto nella letteratura, quanto nella cinematografia, sono sempre esistiti personaggi che venivano mantenuti nell'ombra, per comparire poi in un momento inatteso e poter svolgere il loro compito. Alcuni incrociano ricorsivamente le vicende dei personaggi, altri le manovrano a distanza, altri ancora si limitano ad osservare; possono essere ben conosciuti dai personaggi, essere dei nomi che vengono mormorati nelle leggende, o dei perfetti sconosciuti fino al momento del loro ingresso trionfale.

Esistono personaggi misteriosi che sono la motivazione stessa di una storia, sia nel ruolo di acerrimi nemici che di mentori dei protagonisti; ve ne sono alcuni che vengono usati come deus ex machina per variare bruscamente il corso degli eventi e sorprendere lo spettatore; altri si confondono nella trama comparendo di quando in quando e limitandosi a dirigerne gradualmente il corso; esistono infine dei personaggi misteriosi che hanno un'influenza molto relativa sul corso degli eventi e rappresentano unicamente una nota di colore e di mistero.

Immagino che tutti voi abbiate in mente diversi esempi di personaggi misteriosi corrispondenti alle varie tipologie elencate, ne ricordate qualcuno che vi sia piaciuto particolarmente? O che, al contrario, avete percepito come inutile (od una forzatura) all'interno del corso della storia? Qual'è in genere il rapporto che avete con questo genere di personaggi? Curiosità? Simpatia? Antipatia? Indifferenza?

Ricchi premi per chi risponderà, ed una spiegazione di questa domanda nelle prossime puntate.

Stay Tuned

sabato 25 febbraio 2012

Le gioie della trasferta

Ieri e l'altro ieri sono stato fuori sede; per giovedì la giornata era completamente impegnata, mentre il venerdì prevedeva un appuntamento verso l'ora di cena e per il resto offriva la più totale libertà d'azione.
Avendo ormai sviluppato una sorta di malsana simbiosi con il mio Netbook, avevo a mia disposizione tutto il necessario per impiegare il venerdì a scrivere; benchè mi sia già capitato molto spesso di scrivere fuori porta (cerco di dedicare alla scrittura ogni minimo ritaglio di tempo), è stata la prima volta in cui l'ho fatto per un  giornata (mattina e pomeriggio).

Pur tenendo conto della fortuna che ho avuto nel trovare un posto eccezionalmente tranquillo, devo dire che i risultati sono stati veramente eccezionali. Grazie soprattutto all'assenza della miriade di distrazioni che possono derivare dalla connessione ed internet, la giornata è passata in uno schiocco di dita, e le parole sono volate l'una di seguito all'altra come se fosse la cosa più naturale del mondo. Sebbene sia più che convinto che la quantità e la qualità siano due fattori assai distinti, non potendo valutare la qualità in modo soggettivo, uso la quantità come pietra di paragone: ieri, senza alcuna difficoltà, ho replicato un record di quantità che in passato ho raggiunto in una sola occasione, in un'intera giornata (mattina, pomeriggio e sera) di fatiche.

Come idea primavera/estate, torna in auge l'ipotesi di rifugiarmi a scrivere al fresco, tra le ombre di qualche bosco alpino.

Stay Tuned

mercoledì 22 febbraio 2012

Cruel Intentions - Prima regola: non innamorarsi

Per prima cosa, sappiate che se vi aspettate di leggere qualche cosa a proposito del film del '95 con Ryan Phillippe e Sarah Michelle Gellar, resterete delusi; per quanto il titolo lo possa vagamente ricordare, non sarà argomento di questo post.

Vorrei invece parlare del rapporto che lega (o forse sarebbe meglio dire: "può legare") un autore ai suoi personaggi. Credo che a tutti sia capitato, leggendo un libro od anche solo guardando un film, di provare particolare simpatia per un personaggio, di prenderne le parti e di seguirne lo sviluppo e l'evoluzione con particolare interesse; credo sia una reazione naturale per qualsiasi spettatore, la reazione a cui ogni autore dovrebbe puntare: se i suoi personaggi saranno sufficientemente delineati da risvegliare una simile reazione, avrà la conferma di aver fatto un buon lavoro nel caratterizzarli.

A mio avviso, a parità di capacità narrative e di professionalità come scrittore, un autore che descriva un personaggio che lo coinvolga e lo ispiri, riuscirà sempre ad ottenere un risultato migliore rispetto a chi si trovi a parlare di un personaggio che non lo stimoli in egual maniera. Il coinvolgimento e l'ispirazione a cui mi riferisco, non riguardano minimamente l'affinità tra autore e personaggio; anche un personaggio che sia diametralmente opposto all'autore può entusiasmarlo e stimolarne la creatività, a patto che lo coinvolga e lo ispiri.

A partire da questa premessa più o meno condivisibile, ne deriva che tanto più l'autore stesso sarà coinvolto dai propri personaggi e sarà loro affezionato, migliore sarà il risultato finale che riuscirà a trasmettere al fruitore finale della propria opera. Fino a che punto questo è vero? E' possibile che un autore, costruendo un personaggio troppo affine a se stesso, o lasciandosi coinvolgere troppo possa giungere all'innamoramento ed alla conseguente perdita di obiettività?

Nel leggere, mi è capitato con una certa frequenza di poter identificare un personaggio che, più di ogni altro, pareva riscuotere l'interesse dell'autore; un personaggio a cui veniva dedicata maggior cura a livello descrittivo; un personaggio che pur non più rilevante di altri riceveva maggiori attenzioni. Nello scrivere ho cercato di minimizzare questo effetto, ma mi rendo conto che non ci voglia poi un genio per poter scoprire quali possano essere i personaggi che maggiormente mi coinvolgono.

Se da un lato, questa simpatia mi fa ben sperare per la riuscita della caratterizzazione, dall'altro mi costringe a tenermi d'occhio con molta attenzione: non voglio correre il rischio di dar troppo spazio all'uno a danno degli altri; o peggio, rischiare di deviare il corso della storia per favorirli in qualche modo.

E' seccante scoprirsi innamorati di qualcuno, sapendo che a breve dovrà uscire di scena.

Stay Tuned

venerdì 17 febbraio 2012

Capitolo Secondo

E' tempo di Wiiiiii (Non sai di cosa si tratti? Clicca quì e sarai edotto).

Con un anticipo che ha del mistico (e di cui non mi capacito), la prima stesura del Capitolo Secondo si è conclusa! Visto che alcuni degli argomenti principali sono risultati avere uno sviluppo molto più corposo di quanto mi aspettassi, ho optato per modificare di conseguenza lo schema di quelli secondari (che avevo solamente abbozzato); spero che questo sia stato sufficiente ad alleggerire il capitolo ed a renderlo scorrevole.

Rispetto al precedente, orientato ad una presentazione dei personaggi colorita ed a tratti epicheggiante (concedetemi il termine), questo secondo capitolo è un passo verso la loro vita quotidiana e mira ad umanizzarli maggiormente. Ottimo esempio di questo percorso, il fatto che Ureach (guerriero che rasenta la perfezione negli ideali di onore e fedeltà), si troverà ad affrontare, in due distinte occasioni, una realtà sociale basata sulla menzogna e l'apparenza.

Non aggiungo altro per non guastare la sorpresa ai miei operosissimi revisori; a cui va un sentito ringrazimento, non solamente per il lavoro che svolgono, ma anche (e forse soprattutto) per il supporto morale che mi offrono ed il fondamentale stimolo che rappresentano.

Stay Tuned.

martedì 14 febbraio 2012

I piccoli piaceri della tecnologia

Cosa si ottiene sommando la funzionalità di un Netbook, alla connessione WiFi offerta da un centro commerciale? Un paio di pagine scritte di getto, approfittando di un posto libero su una panchina e la possibilità di rendere partecipe il mondo di questo piccolo miracolo della scienza e della tecnica.

Stay Tuned