sabato 19 gennaio 2013

Latitanza...


Sì, è vero, negli ultimi tempi sono stato un po' latitante... però ho la giustificazione scritta!
O, per lo meno, ho un sacco di materiale scritto e mi appello al vostro buon cuore per considerarlo una valida giustificazione alla mia assenza.
Le vacanze avevano compromesso il mio ritmo di scrittura così, quando negli ultimi tempi le parole hanno ricominciato a scorrere, ho preferito dedicarmi a loro e di riflesso ho trascurato il blog. Scrivo, quando non scrivo leggo o ossigeno il sangue con l'esercizio fisico. La ricetta sembra funzionare, ho completato la quinta parte del Primo Re ed attaccato con la sesta e, soprattutto, sono discretamente soddisfatto della qualità di quel che ho creato.

Tornando a noi ed al blog, le mie ultime letture mi hanno suggerito la malsana idea di redigere una piccola rubrica incentrata sugli autori di Fantasy - famosi o meno - con particolare attenzione per quelli tra loro che hanno prodotto saghe, trilogie, pentalogie, storie seriali incentrate su un personaggio/mondo. Simpatici signori come Tolkien, Eddings, Martin, Sapkowski, Nicholls e simili...
Non ho intenzione di pormi degli obbiettivi in fatto di tempo e di conseguenza non faccio promesse a riguardo, ma prima o poi, quando meno ve lo aspetterete...

Stay Tuned.

Conosco i miei polli e loro, a quanto pare, si conoscono l'un l'altro.


Quest'oggi mi sono avventurato lungo l'ultimo tratto della quinta parte del Primo Re e sono arrivato al punto di svolta in cui ricompaiono dei personaggi incontrati (ed apparentemente dimenticati) all'inizio della prima parte. Per festeggiare l'evento ho spedito un sms ad un piccolo gruppo di amici e revisori:
Sono lieto di comunicarvi che l'orco è comparso ed ha pronunciato le sue prime parole! Ora tocca a Leyhod.
Poco più tardi è arrivata la prima risposta, quella della Tata Teller:

eUUiUa!

Ispirato da tanta maestria dialettica sono tornato alla scrittura. Dopo qualche minuto il cellulare ha dato nuovi segni di vita ed è arrivata la risposta di Alessandro:

Bene! Adesso Tata Teller sarà contenta.

Non sono adorabili?

Stay Tuned.

Sicurezza on-line.


Un piccolo avviso per tutti gli utenti di Anobii: la sicurezza lascia parecchio a desiderare, per accedere all'account di un altro utente non è nemmeno necessario farlo apposta, basta collegarsi e... ci si trova a casa d'altri, come dimostrato dal primo messaggio inviato da kezzeta.
Come faccio a sapere che non si tratta di una bufala? Semplice, quel messaggio l'ho scritto io...  ho aperto Anobii (dal mio solito pc) e zack, mi sono trovato loggato a nome di un perfetto sconosciuto.
Kezzeta
L'unica cosa che ho fatto io è stata lasciare quel messaggio, ma sarebbe bastata un po' di malizia per andare a rovistare tra i fatti suoi senza alcuna difficoltà.
Stay Tuned

domenica 23 dicembre 2012

Gustose novità natalizie.


Quest'oggi ho scoperto che presto la Famiglia Pasticcio si trasferirà.
Fino ad ora abitavano nella mia stessa via, tra qualche tempo saranno alla porta accanto.
Porta... chiavi... ho già gli incubi.

Stay Tuned.

Quesiti stradali.


Domanda: "Se ci si trova di notte a percorrere una strada a quattro corsie, qual è il modo corretto di effettuare una svolta a sinistra?"
Risposta: "Mi tengo sulla destra della corsia più a destra ed a fasi alterne accendo e spengo la freccia. Oh, si, ovviamente tengo le luci spente, non vorrei mai che qualcuno mi notasse e copiasse la mia tecnica segreta."

Voi potete anche non crederci, ma io l'ho visto poco più di un'ora fa. Sono diventato un testimone scomodo ed ora temo che mi cerchi per eliminarmi o, peggio, mi aspetti in strada per "simulare" un incidente. Aiut...

Stay Tuned.

Pubblicazione su Amazon e Lulu


La Congiura è on line.
Come ogni auto-pubblicazione lascia un po' il tempo che trova, ma porta con sé una strana sensazione di euforia.
L'idea che - almeno in linea teorica - tra poche ore un mucchio di sconosciuti si vedranno apparire in lista una cosa scritta da me mi fa un po' impressione. Indipendentemente dal fatto che poi decidano o meno di scaricarla e di leggerla, il fatto stesso che si trovino dinnanzi ad una cosa fatta da me ha il suo fascino.

Purtroppo non ho potuto usare la copertina n°1, le dimensioni erano inferiori ai minimi richiesti da Amazon, e questo implica che si troveranno davanti la mia... copertina. Di certo sarà un grosso disincentivo all'acquisto e le (in)capacità grafiche non sono propriamente la parte del mio estro artistico che più vorrei pubblicizzare, ma così è e così me la devo tenere.

Amazon [Formato Mobi, per Kindle] - Lulu [Formato ePub]

Stay Tuned.

mercoledì 12 dicembre 2012

Esserci o non esserci.


Ore 9:30: vista la bellissima giornata mi armo di tuta e scarpe da ginnastica ed esco per una passeggiata. Ho già in mente il percorso, sono circa quindici chilometri, cosa da un paio d'ore circa.
Ore 10:15: ormai in vista del traguardo ricevo una telefonata, si tratta della Cara Nonnina.

- La Famiglia Pasticcio si è chiusa fuori casa. Gli dico che vi incontrerete In-Quel-Posto così puoi dargli la copia.

* Sì, ma io non sono a casa, digli che ci vediamo tra quaranta minuti.
- Perché? Dove sei?

In quel preciso istante ho compiuto un grave  errore: ho dato spiegazioni.

* Sono a Paese-Limitrofo, arrivo tra quaranta minuti.

- Torna subito, poi quando gli hai dato le chiavi torni a Paese-Limitrofo. Mica possono star chiusi fuori.

Non soddisfatto dell'errore precedente, ho perseverato nelle mie spiegazioni.

* Sono a piedi,  mi ci vogliono quaranta minuti per tornare.

- Ma non possono mica star chiusi fuori.
* Avrebbero dovuto pensarci prima, non li ho chiusi fuori io.
- Tra mezz'ora?
* Non ce la faccio in mezz'ora, non sono capace di volare. Tra quaranta minuti.

Lancio uno sguardo malinconico alla mia meta, detesto quando i miei progetti naufragano per causa altrui, inverto il senso di marcia ed aumento il passo. Nel mentre la nonnina confabula con la Signora Pasticcio.

- Ma dove sei a Paese-Limitrofo?

* In fondo.
- Li mando a prenderti, così fate prima.
* No grazie, torno a piedi. Ci vediamo In-Quel-Posto tra quaranta minuti.
- Non puoi farti accompagnare da qualcuno? Non possiamo mica farli aspettare così tanto.

Trattengo la bestemmia, prendo un lungo sospiro e mi concentro sulla visione della Famiglia Pasticcio avvolta in coperte e vestita solo di mutande, l'unica cosa che possa spiegare questa congenita incapacità di aspettare. Mi chiedo dove, nelle mutande, tenessero le chiavi dell'auto mentre si chiudevano fuori da casa.

* Sto arrivando, digli che ci vediamo In-Quel-Posto.

- Gli dico tra venti minuti, altrimenti sembra troppo.

Ma sì, tanto poi sono io che faccio la figura dell'imbecille che arriva con venti minuti di ritardo.

* Io ci metto quaranta minuti, forse da ora trentacinque, prima è impossibile.

- Beh, ti aspetteranno.

Trattengo una seconda bestemmia.

* Fai un po' come ti pare.

Chiudo ed allungo ancora il passo. In risposta i polpacci firmano una petizione per crimini contro l'umanità e minacciano di entrare in sciopero.

Ore 10:40: sono tanto meravigliato quanto soddisfatto di essere ormai in dirittura di arrivo, mancano circa cinquecento metri, rischio di arrivare con quasi dieci minuti di anticipo sulle previsioni.
Sento un'auto arrivare alle mie spalle, mi chiedo chi possa essere l'imbecille che sta facendo un senso unico contro mano, non riesco a concludere il pensiero perché l'auto mi si accosta ed il Signor Pasticcio si affaccia al finestrino.
Lo guardo, mi guarda, percepisce il minaccioso inarcarsi di un sopracciglio e mette le mani avanti.

- Avevamo detto alla Cara Nonnina che saremmo venuti a prenderti.

* Ed io avevo detto di no.

Evito di approfondire, salgo in auto e sbrigo la faccenda delle chiavi. La colazione ha fatto del suo meglio per addolcire il mio umore ma resto molto, molto, molto seccato da tutta la faccenda. Per l'ennesima volta si è unilateralmente deciso e disposto del mio tempo senza tener minimamente in considerazione il mio punto di vista sulla faccenda. Il mio appunto mentale a riguardo è il non dar mai più alcun genere di spiegazioni alla cara nonnina e, qual'ora insistesse nel volerne, avvalermi della facoltà di non rispondere mediate l'utilizzo di un deciso: "Non sono cazzi tuoi."

Ah, per la cronaca, la Famiglia Pasticcio era vestita di tutto punto, in casa non c'erano pentole sul fuoco o gatti nel microonde, aspettare altri dieci minuti non avrebbe in alcun modo influito sulla qualità della loro vita.

Stay Tuned.

domenica 9 dicembre 2012

Buon Natale?


Il vortice delle festività si avvicina, ma non tutti paiono disposti a farsi inghiottire senza dire la loro.
Buon Natale
Stay Tuned.

sabato 8 dicembre 2012

Commento: L'Ala della notte.


ala-della-notte
Vi ricordate di questo libro?
L'ho ricevuto in regalo i primi di ottobre da Grazia, l'autrice di ToWriteDown. Per chi si fosse perso il lieto evento o avesse bisogno di rinfrescarsi la memoria, consiglio la lettura di questo post.
Ho finito di leggerlo pochi minuti fa e, dopo l'immane sforzo di volontà necessario all'abbandonare il morbido abbraccio del divano, eccomi qui per potervi rendere partecipi delle mie impressioni a riguardo.
Titolo: L'Ala della Notte (Inglese: Night Wings)
Autore: Martin Cruz Smith
Traduzione: Nicoletta Lamberti
Editore: Mondadori (Il Giallo Mondadori)
Genere: Thriller
Pagine: 250

Per prima cosa non fatevi ingannare dalla Mondadori: non si tratta di un giallo.
Sebbene le primissime pagine possano essere considerate avere un'impronta simile a quella del giallo, la narrazione cambia  presto direzione e si concentra su aspetti ben diversi.

La strana morte di un vecchio stregone indiano dà il via alle indagini del Vicesceriffo Duran, appartenente della tribù degli Hopi, privo di ogni legame con le tradizioni e le credenze del proprio popolo.
Nel seguire il protagonista verso il suo percorso di analisi ed indagine, il lettore diviene spettatore delle dinamiche di vita delle nazioni indiane del Deserto Dipinto, attraverso un intreccio di cultura e politica indiana, di interessi economici, di misticismo e, ovviamente, di deserto.

L'autore è uno che con le parole ci sa fare e, con poche pennellate, è capace di delineare l'aspetto ed il carattere di un personaggio, o di ritrarre uno  dei vasti panorami in cui la storia è ambientata. Nell'unire questi ritratti si ottiene un quadro generale molto vivido, pervaso da un lontano romanticismo poetico che non gli fa però mai perdere in concretezza.

La storia, probabilmente a causa dei suoi trentacinque anni d'età, mi ha lasciato in bocca un sapore di già visto ed in alcuni tratti mi è sembrata perdere di ritmo. I personaggi, pur così ben caratterizzati, mi sono scivolati addosso senza riuscire a far veramente presa ed a differenza di quanto mi accade di solito, nessuno di loro è riuscito a suscitare simpatie od antipatie.

Giunto alla fine mi sono trovato nella strana situazione di aver apprezzato la capacità dell'autore, senza però essere mai stato realmente catturato dalla storia che stavo leggendo. Nell'interrogarmi su questa ambiguità sono giunto alla conclusione che possa trattarsi di una mia scarsa affinità con l'argomento trattato, quindi ho deciso di cercare qualche altro libro di Smith per aver occasione di un nuovo confronto con lui.

Stay Tuned.

venerdì 7 dicembre 2012

Scampoli d'estate.


Bighellonando tra le foto scattate prima della dipartita dello Smartphone, ne ho trovata una molto curiosa. Non ricordo con esattezza dove sia stata scattata, ma credo fosse una località di mare: Bibione, Lignano, forse Grado.
Ricordo invece con chiarezza lo sforzo per leggere il cartello, gli istanti di panico che sono seguiti e la profonda soddisfazione di aver resistito alla tentazione di avvicinarmi quando il vento continuava a farlo oscillare. Se il suo contenuto vi sembra allarmista sappiate che in ogni dove nei dintorni di quei cespugli c'erano inconfutabili prove della sua veridicità. E se vi state chiedendo perché qualcuno dovrebbe prendersi la briga di appendere un simile cartello, sappiate che non si trattava di cespugli persi in una pineta, ma di piante che facevano parte della siepe di una villetta.
Quell'uomo ha appeso un cartello, dove io avrei nascosto un mamba. Tanto di cappello alla sua francescana pazienza.
Escrementi da Camper
Stay Tuned.

giovedì 6 dicembre 2012

Fra nonni e nipoti, non metter i cani.


2012-04-25 16.38.55 - Bambino Cappottato
Nell'ultima settimana il sole si presenta a fasi alterne: un giorno c'è, un giorno no.
Nell'ultima settimana il mio tempo libero è a fasi alterne: un giorno sono impegnato, un giorno no.
Immagino che qualsiasi conoscitore della Legge di Murphy non abbia bisogno di altro per capire dove voglio andare a parare, ma per i più puri di spirito aggiungerò la seguente specifica: il sole ed il mio tempo libero vanno in contro tempo.
Quest'oggi, vista l'ennesima giornata di sole, ho deciso di posticipare alcuni impegni al pomeriggio e sono uscito per una passeggiata. La foto, ahimè, non l'ho scattata oggi, risale al venticinque di aprile, ma il luogo è il medesimo e mi sono quindi permesso di riciclarla.
Come si può vedere dall'immagine il lungo viale pedonale è interrotto, di quando in quando, dalle strade che uniscono la via principale (sulla sinistra) agli ingressi delle case (sulla destra). Si nota meno - e per questo dovrete credermi sulla parola - l'altezza del gradino che dal viale scende fin sulla strada. Nulla di titanico, intendiamoci, ma pur sempre tra i quindici ed i venti centimetri di dislivello. Facili da affrontare per un adulto, un po' più complessi per un bimbetto od un cane di taglia felina.
Ora immaginate, in prossimità del primo di questi incroci, un allegro quintetto composto da una nonna (o zia), un nonno (o zio), un nipotino su agile bicicletta con rotelle e due miniquadrupedi canini appartenenti ai due adulti. Immaginate un incontro in cui la nonna (o zia) saluta il nonno (o zio) e poi incita il nipotino a fare altrettanto. Immaginate poi il sopraggiungere di un'auto, con il nonno (o zio) che richiama la cagnolina Betty e la nonna (o zia) che si accerta di aver ben vicino il cagnolino Roky. Immaginate, in tutto questo, il giovane biker che affronta il gradino senza che nessuno si curi minimamente di lui.
I cani scodinzolano felici, i nonni (o zii) sorridono soddisfatti, il bimbo si sbilancia in avanti e cade a musata sull'asfalto. I cani abbaiano, i nonni (o zii) osservano il bambino spalmato come Nutella sul pane e non si muovono fino a quando questi, appena un po' irritato, comincia a piangere.
"Se piange si è fatto male. " Commenta la nonna (o zia)
"Eh si." Annuisce il nonno (o zio)
E finalmente lo sollevano cominciando a chiedergli come stia e cosa si sia fatto.
Nello sguardo del pupo, nascosto tra lo spavento ed il dolore, noto un oscuro lucore che vado a tradurvi con parole mie:
"Affanculo voi, i vostri cani e le vostre domande del cazzo! Ho la faccia a forma d'asfalto, il labbro rotto e perdo litri di sangue dal naso, secondo voi come sto, oh vecchi rincoglioniti?"
Saluto e passo oltre, la vista del sangue mi disturba. Il pianto del bambino mi accompagna ed anche uno dei cani che parte deciso ringhiandomi contro e cercando di azzannarmi ad un polpaccio. Pesto un piede per terra, il mostro zannuto fugge terrorizzato ed il padrone del cane mi lancia uno sguardo di rimprovero. Per fortuna non parla.
Stay Tuned.

lunedì 3 dicembre 2012

Stilisti cercasi per vestire a nuovo una Congiura.


Signori e signore, buona sera.
Alcuni di voi hanno finito di leggere "La Congiura", altri la stanno leggendo ed altri ancora (spero) la leggeranno a breve. E' giunto il momento di dare a quel povero racconto almeno un abbozzo di veste grafica e proprio per questo ho pensato di chiedere la vostra collaborazione nella selezione di una copertina.
Grazie alle mie inumane capacità di grafica ho dato vita ad una sorta di Copertina di Frankenstein, contemporaneamente a questo mio esperimento un mio gentilissimo Follower di Twitter ha realizzato un secondo candidato. Mi piacerebbe poterlo ringraziare pubblicamente, ma i messaggi che ci siamo scambiati sono ormai scomparsi, fagocitati dal desiderio di novità proprio di Twitter, ed io nel mentre mi sono astutamente dimenticato quale fosse il suo nome. Non appena riuscirò a ritrovarlo farò le debite presentazioni, nel mentre vi inserisco qui di seguito le due alternative, certo che non farete difficoltà a riconoscere l'una dall'altra.
Fatemi sapere qual'è la vostra preferita.

E una:
Copertina 1
E due:
Copertina 2
Sentitevi liberi di cassarle entrambe e se c'è tra voi qualcuno capace di gigioneggiare con la grafica che vuole far entrare in competizione una sua creazione non ha che da farmelo sapere.
Stay Tuned.

domenica 2 dicembre 2012

Racconti Mercenari: La Congiura.


Ci siamo, anche l'ultima rilettura è finita, siamo pronti per la pubblicazione del racconto vinto da Perennemente Sloggata e ad aprire la stagione di caccia al refuso.
Prima di lasciarvi alla lettura mi permetto una brevissima introduzione.
La Congiura parla di vampiri. Come già detto in precedenza esiste una vera e propria miriade di interpretazione del folklore vampirico e, purtroppo, la maggior parte di queste oscillano tra il demenziale ed il ributtante. Per questo racconto mi sono ispirato a quella che, tra tutte, più mi ha affascinato nella mia carriera di lettore e giocatore di ruolo. Già, perché le basi da cui sono partito, pur lontanamente ispirate ai racconti di Anne Rice, non sono quelle di un libro, ma nascono tra le pagine del manuale di un gioco di ruolo.
Il manuale in questione è Vampire: The Masquerade, l'opera di Mark Rein-Hagen (e Jonathan Tweet) da cui è nata e si è sviluppata l'ambientazione del World of Darkness. Sempre siano lodati!
Lo spunto scelto dalla vincitrice era la frase: "Ma anche se guardiamo lo stesso cielo notturno, io e te vediamo le cose in modo differente. Io cerco le stelle nel cielo, tu rimani commossa dal panorama metropolitano." Inoltre, come già anticipato, è stata lei, dopo aver letto la prima parte del racconto, a scegliere quale direzione avrebbe preso il finale.

Detto questo, buona lettura. [La Congiura]

Stay Tuned.

sabato 17 novembre 2012

Ci siamo quasi ...


... il racconto per Perennemente Sloggata è a pochi passi dall'esser concluso. Oggi ho terminato la prima stesura ed ho già passato il tutto ad uno dei revisori - il secondo spero di poterlo cooptare domani - per avere le loro opinioni e potermi fare un'idea di cosa ci sia da correggere, rivedere e rifinire. Difficilmente riuscirò a completare il lavoro entro il fine settimana, ma conto di poterlo alla diretta interessata entro i primi giorni della prossima settimana. Non appena lei l'avrà letto ed avrà deciso in quale direzione vorrà che il finale si sviluppi scriverò le battute conclusive ed il tutto sarà pronto per essere pubblicato. Che dire? Evviva!
Stay Tuned.

venerdì 16 novembre 2012

Da gufi a pipistrelli.


Una decina di giorni fa ho iniziato la lettura de "Il Regno dei Gufi" e dopo diverse sessioni di lettura oggi ho ufficialmente deciso di mettere la parola fine alla mia piccola avventura. Non scendo nel dettaglio e rimando ogni ulteriore commento alla piccola recensione che ho intenzione di dedicare a questo famigerato capolavoro del Fantasy inglese. La vera notizia è che nel consultare la pila dei "da leggersi" mi sono trovato in mano "L'Ala della Notte". Vi ricordate di questo libro? Ne avevo parlato qualche tempo fa [click]. Bene, oggi sostituisco i gufi di Martin Hocke con i pipistrelli di Martin Cruz Smith e spero di trovare con loro una maggior affinità.
Stay Tuned.

domenica 11 novembre 2012

Letture in ordine sparso: Le porte senza meta.



Titolo: Le Porte Senza Meta
Autore: Eldies
Genere: Fantasy
La storia è ambientata sulla Terra in un ipotetico futuro, una serie di disastri ambientali hanno causato dei profondi mutamenti climatici, l'equilibrio politico ed economico si è infranto e la società come oggi la conosciamo ha lasciato posto ad un nuovo medioevo. Solo l'Australia sembra essersela cavata senza ricevere danni troppo drastici, per lo meno fino all'arrivo degli alieni. Sebbene gli ingredienti per parlare di fantascienza ci siano tutti trovo che questo romanzo rientri meglio nel genere fantasy, poiché la maggior parte delle spiegazioni vengono affidate ad un velo di misticismo più che alla scienza.
Superato lo scoglio del genere la narrazione procede agile e scorrevole senza tentare  virtuosismi stilistici e riuscendo così ad evitare il rischio di arenarsi in descrizioni infinite o pensieri contorti. I personaggi sono semplici e lineari, la divisione dei ruoli è chiara con i buoni schierati dal lato delle virtù, i cattivi a fronteggiarli nell'angolo dei vizi e la zona intermedia percorsa solo da alcune comparse. La storia ricalca il modello della cerca di gruppo, con il Colonnello Loneway e la sua squadra gettati tra i pericoli di un mondo ostile controllato da alieni potenti e malvagi. Eroi pronti ad affrontare ogni periglio pur di scoprire il segreto delle Porte Senza Meta, poiché questo potrebbe rappresentare l'unica salvezza rimasta per il genere umano.
Con un iniziale eccesso di zelo l'autore consegna agli antagonisti (alieni che rispondono al nome di Godran) una combinazione di poteri e caratteristiche tali da renderli degli avversari pressoché invincibili. Questo eccesso di potenza degli antagonisti unito alla necessità di evitare ai protagonisti una fine ingloriosa e prematura, diviene presto origine di azioni rocambolesche al limite del farsesco o a comportamenti di assoluta dabbenaggine da parte degli alieni. Questo neo fa il paio con il ripetersi ricorsivo di alcune situazioni ed a mio avviso priva il romanzo di parte del suo spessore.
Benché questi due dettagli evidenzino uno dei limiti del romanzo, Le Porte Senza Meta resta una lettura piacevole che mi sento di consigliare agli amanti del genere ed a chiunque sia capace di mettere da parte lo scetticismo per lasciarsi coinvolgere da una storia in cui il destino della razza umana si trova riposto nelle mani e nelle virtù di un piccolo gruppo d'aspiranti eroi.
Stay Tuned.

Le meraviglie del paccozzo: Missione Eagle


Titolo: Missione Eagle
Autore: Clive Cussler
Editore: Longanesi & C.
Genere: Avventura & Spionaggio
Pagine: 512
Ebbene, ci siamo. Dopo un'attesa che dura da metà luglio ho finalmente messo la parola fine alla lettura di Missione Eagle. Mi sembra doveroso chiarire che il libro è stato colpevole solo di una porzione di questa lungaggine, il resto è imputabile ad un eterogeneo insieme di svogliatezza generale e carenza di tempo. Non a caso la fine è giunta durante l'influenza quando la mia attività gravitava intorno al divano, alla copertina di pile ed ai libri da leggere.
E' normale, quando si legge un libro, trovarsi a confronto con i commenti di chi già lo abbia letto o abbia avuto qualche esperienza con il medesimo autore. Normale avere una serie di commenti differenti che possono variare dalla lode al muto storcer del naso per il disgusto, ma con questo libro mi è successa una cosa stranissima, tutti i commenti delle persone con cui ne ho parlato si potevano riassumere con la medesima frase: "Si, bello, però sono tutti uguali."
Non avendo mai letto Cussler prima d'ora non ho risentito del senso di deja-vu da cui tutti si sentivano in dovere di mettermi in guardia, ma ho avuto subito chiara percezione di perché il loro "bello" non suonasse mai molto convinto ed apparisse più simile all'introduzione politicamente corretta del successivo contrappunto negativo.
A mio avviso Cussler non scrive male, non ha nemmeno una narrativa brillante capace di tenere il lettore con il fiato sospeso o di incantarlo, ma riesce a presentare gli eventi ed il loro evolversi in modo abbastanza dignitoso. I suoi personaggi, dai protagonisti agli antagonisti, dai coprimari alle comparse sono tangibili senza aver però una luce propria e quando cercano di uscire dalle righe sembrano forzati, come modelli in posa dinnanzi all'obiettivo.
L'intreccio - che come confermatomi anche da Santa Wikypedia - segue uno schema collaudato e molto simile ad un marchio di fabbrica per l'autore: si parte da un evento del passato lasciato aperto, si passa per la presentazione del problemone e dei malvagi antagonisti, si arriva all'entrata in scena del super-maxi-eroe Dirk Pitt e di li in un crescendo rocambolesco fino all'inevitabile sconfitta del male ed al ristabilirsi della sicurezza mondiale. Un po' come James Bond, con l'aggiunta di un sacco di cose navali e l'eliminazione dell'aplomb dell'agente segreto britannico. [N.d.a. Ci si riferisce ovviamente al James Bond di Sean Connery e Roger Moore, non alla reinterpretazione moderna e burina dello stesso.]
Missione Eagle - ambientato nel 1989 - è stato scritto nel 1984 ed è quindi facile perdonare l'ingenuità con cui vengono affrontati alcuni argomenti tecnici e scientifici, come la pirateria informatica, oggi argomento ben più noto e concreto di quanto potesse essere quasi trent'anni fa. Meno facile accettare senza batter ciglio l'insieme di deduzioni, casualità e scelte illogiche su cui si posano alcune delle svolte fondamentali dell'intreccio, ma con un minimo di sospensione dell'incredulità risulta possibile superare anche questo scalino.
Sul finale però più che sospendere l'incredulità al lettore viene chiesto a gran voce di applicarsi anima e corpo nella dabbenaggine. Vi spiegherò cosa intendo dire con due esempi abbastanza espliciti, chiunque abbia intenzione di leggere il libro lo tenga presente prima di procedere.
1. I Russi, dopo aver messo le mani sul presidente degli Stati Uniti ed avergli fatto un implanto mentale che li rende di fatto capaci di guidarlo come una sorta di marionetta, invece che agire in modo sottile per prendere il controllo del paese lo portano a compiere una serie di abusi di potere tali da portare il Congresso a votarne sfiducia ed incriminazione rendendo di fatto inutile tutto il lavoro fatto. In un confronto tra loro, in seguito al verificarsi di questo problema, il presidente Russo ed il suo vice si dicono stupiti della reazione degli Statunitensi e li definiscono impossibili da prevedere.
2. I giochi finali si svolgono lungo il Mississipi dove per i buoni è imperativo individuare e prendere il controllo di una particolare chiatta trainata da un rimorchiatore. Sul rimorchiatore è nota la presenza di un nutrito gruppo di orientali armati e pericolosi che hanno già aperto il fuoco su dei mezzi dell'FBI con delle mitragliatrici pesanti uccidendo e ferendo numerosi agenti. Un elicottero carico di Navy SEALs intercetta il rimorchiatore, l'ufficiale al comando parla con un megafono ad un orientale che si trova sul ponte e visto che questo fa segno di non sentirlo l'elicottero si avvicina ulteriormente. Poi, quando questo (unico visibile su tutta l'imbarcazione) fa loro segno di avvicinarsi ancora i SEALs pensano bene di atterrare al centro del rimorchiatore, forse nella speranza di ricevere qualche involtino primavera omaggio. Inutile dire che non appena i fessi si sono placidamente poggiati da ogni pertugio esce un cino-koreano armato di mitra e l'intera squadra viene falciata in men che non si dica.
Il cattivo si serviva di gruppi di assassini professionisti (come viene specificato più volte) e questo dovrebbe giustificare l'ingloriosa fine dei SEALs, ma professionismo dei cattivi a parte, l'ufficiale in comando aveva preso i gradi ad una riffa di paese? Li aveva trovati nell'Ovetto Kinder? Non c'è tempo per pensarci ora, la vicenda incalza e l'eroico protagonista è in arrivo per salvare la situazione ... lui ed un reggimento di figuranti dell'esercito confederato armati di moschetto, tutti su un barcone a pale riesumato dalle avventure di Tom Sawyer.
Da un lato abbiamo un gruppo di assassini professionisti armati di fucili d'assalto e nascosti in uno scafo di metallo, dall'altra un'accozzaglia di uomini di paese strafatti di birra ed armati di fucili ad avancarica che erge a barriera un bel mucchio di balle di cotone. Come mai potrebbe finire un simile scontro se non con un bel funerale con un sacco di vedove americane che piangono i loro stupidi mariti? Beh, con tutti gli assassini professionisti morti o catturati e i brilli eroi del sud vivi e vitali fatta esclusione per qualche ferito non troppo grave.

Sullo sfondo una marmotta incartava la cioccolata ...
Scritto come è scritto, con dei personaggi perfettamente in linea con lo stile di scrittura ed un intreccio appena accettabile, Mission Eagle potrebbe anche qualificarsi come lettura estiva ma lo scivolone del finale gli fa perdere ogni velleità di narrativa d'avventura e lo fa diventare fantascienza pura.
Stay tuned

lunedì 5 novembre 2012

Digressione semi seria.


Ieri sera, in quel di Twitter, sono stato contattato da Marzia Prou che mi ha segnalato la campagna danordasudparliamone.

L'hastag proposto "#perché?" mi ha incuriosito, così sono andato a ficcanasare nel blog ed ho trovato una protesta, l'ennesima, nei confronti della politica economica italiana. A differenza di tante altre, più chiassose e sensazionalistiche, ho trovato questa molto lineare e minimalista nel presentare il problema.
Oltre al blog di cui sopra la campagna è presenta anche su Facebook dove ripropone grossomodo i medesimi contenuti. Si tratta di pochi minuti di lettura che mi sento di consigliare.
Stay Tuned.

sabato 3 novembre 2012

Vedo luce alla fine del tunnel …


In questi ultimi due giorni mi sono dedicato alla lettura di un sacco di proto-autori sconosciuti (a cui credo dedicherò un post un po’ più approfondito nei prossimi giorni) ed in particolare a dei testi che ho scaricato gratuitamente da feedbooks.
Dopo i primi tre, uno peggio dell’altro sono incappato in una storia graziosa. Non si tratta di un capolavoro per cui mi sento di piangere lacrime di gioia, ma è pur sempre un piacevole raggio di sole nel mare in tempesta degli orrori letterari che circolano sempre più spesso on line. Si tratta di “Le Porte Senza Meta”, l’autore è Eldies. Non appena l’avrò terminato avrete il mio commento, fino ad allora se siete curiosi potete trovare informazioni a riguardo su questoblog.
Stay Tuned.

venerdì 2 novembre 2012

Non si potrebbe fare basta?


Le danze si sono aperte a metà ottobre con una collezione di afte come ne non avevo mai viste, poi le ginocchia hanno ceduto di nuovo e si son portate dietro la spalla sinistra. Le afte erano appena sparite ed è arrivata l’influenza di questi ultimi giorni, ho ancora il naso chiuso e scopro che mi sta sbocciando un herpes che pare un campo fiorito …
Ora, non vorrei scadere nel turpiloquio ma …
Stay Tuned.