lunedì 3 settembre 2012

Cosa fare quando scrivere diventa difficile?


Negli ultimi due mesi scrivere si è fatto molto difficile, sempre più di frequente mi trovo a scrivere e riscrivere le stesse cinque righe per un’ora perché non riesco ad esprimere ciò che penso con la necessaria intensità o non trovo in quanto ho scritto una forma abbastanza elegante o, più semplicemente, non riesco a mettere per iscritto i pensieri. Questa è la descrizione per esteso di quanto già ben espresso dai numeri: luglio era stato il peggior mese dell’anno, con una flessione del 40% rispetto alla media precedente, agosto ha perso un altro 20% abbondante.
Mi piacerebbe poter dare la colpa al caldo od agli impegni, ma se sono riuscito ad andare a correre con 35 gradi ed il 98% di umidità, perché quando ero a casa con l’ausilio del ventilatore non sono stato capace di scrivere? Fino a qualche mese fa riuscivo a stare al computer per 10, 12 14 ore senza quasi rendermene conto ed ora ogni qual volta mi trovo davanti ad un passaggio più complicato colgo la palla al balzo per distrarmi e fare qualche cosa d’altro. Minuti rubati che si accumulano l’uno sull’altro e fanno si che di ogni ora restino forse una ventina di minuti di produttività vera e propria.
Inoltre mi rendo conto che mentre prima, nel fare altro, venivo colto da pensieri per qualche scena/battuta/sviluppo della storia ora mentre sto scrivendo il pensiero si allontana ed in generale è più facile che mi vengano illuminazioni riguardanti argomenti completamente diversi.
Che fare in una situazione come questa? Ho già provato a prendere qualche giorno di stacco totale, credo di averne fatti cinque o sei consecutivi senza nemmeno pensare di scrivere una parola ma la cosa non ha aiutato.
Stavo prendendo in considerazione l’idea di interrompere per qualche tempo e magari scrivere alcuni dei racconti brevi che ho messo tra i progetti futuri (e per i quali le idee mi ronzano in testa). Potrebbe essere un buon compromesso con cui continuare a scrivere ed a tenermi allenato con la scrittura senza però accanirmi su qualche cosa che pare non voler riuscire.
Così facendo però temo di allontanarmi troppo dal racconto e rischiare di farlo finire nelle profondità di un cassetto a far compagnia agli scarafaggi per un tempo indeterminato. Potrebbe voler dire aver buttato mesi e mesi di lavoro e questo, come ovvio, mi farebbe un zinzino irritare.
Voi che fareste? Opinioni? Consigli? Ipotesi? Barzellette? Ogni cosa è ben accetta.
Stay Tuned.

4 commenti:

Alessandro Madeddu ha detto...

Io direi di scrivere i racconti brevi che hai in mente. Male non può farti, e non può far male nemmeno ai racconti brevi. Se ciò che stavi scrivendo si ferma non sarà di certo colpa loro: in pratica hai detto che si è già fermato, no?
Mettila così: ti prendi una pausa e ti rilassi con i racconti brevi :)

Tales Teller ha detto...

Non mi sono proprio fermato, arranco a fatica cercando di rubare qualche parola ogni giorno e di rientrare in carreggiata.

L'idea di rilassarmi con i racconti brevi mi aletta, solo non vorrei allontanarmi troppo dal lavoro principale, per fine anno mi piacerebbe aver concluso la prima stesura in modo da poterla rivedere i primi del 2013 ed arrivare alla stampa per la metà dell'anno.

Però è vero che staccare per un po' potrebbe rendermi più produttivo poi. Ci rimuginerò ancora qualche tempo, intanto ti ringrazio per il consiglio ^_^

Alessandro Madeddu ha detto...

Figurati! Io di certe cose nemmeno dovrei parlare: sono tremendamente disordinato nel mio lavoro - e dire che scrivo solo racconti brevi. Riesco a scriverli a pezzi: un paragrafo oggi, uno tra una settimana... Decisamente dovrei fare qualcosa per salvare me stesso, invece che girare dando consigli :D

Tales Teller ha detto...

Trovo che spesso sia più facile trovare un buon consiglio da dare, piuttosto che una buona strategia da utilizzare. Per questo il confronto è sempre un mezzo eccellente per migliorarsi.